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	<title>ShoppingFlash</title>
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	<description>Trasforma il tuo negozio in un super negozio</description>
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	<title>ShoppingFlash</title>
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		<title>Cosa è la pubblicità &#8230; e perchè farla</title>
		<link>https://shoppingflash.it/cosa-e-la-pubblicita-e-perche-farla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Dec 2021 22:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il commercio è commercio! Da sempre! Chiunque abbia una attività nel corso dei secoli si è trovato a dover fare qualcosa per far conoscere il proprio prodotto ed incentivare le vendite. Ma cosa è la PUBBLICITÀ&#8217; e quando nasce? La pubblicità ha radici antiche, ed è intimamente collegata con la propaganda o lo sviluppo delle</p>
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<p><strong>Il commercio è commercio! Da sempre! </strong></p>



<p>Chiunque abbia una attività nel corso dei secoli si è trovato a dover fare qualcosa per far conoscere il proprio prodotto ed incentivare le vendite.</p>



<p><br><strong>Ma cosa è la PUBBLICITÀ&#8217; e quando nasce?</strong></p>



<p>La pubblicità ha radici antiche, ed è intimamente collegata con la propaganda o lo sviluppo delle prime attività commerciali e dalle relative iscrizioni, insegne o simboli merceologici.</p>



<p>Presso gli scavi archeologici di Pompei si possono leggere ancora oggi delle scritte, sui muri delle case romane distrutte dal vulcano nel 79 d.C., che invitano i passanti a votare per un certo candidato alle elezioni, mentre nella via dell&#8217;Abbondanza una serie di insegne di una bottega mostra le fasi di lavorazione della stoffa, a riprova della sua qualità.</p>



<p></p>



<p>La situazione si evolve in Europa con l&#8217;invenzione della stampa. Nel 1479 il tipografo britannico William Caxton diffonde un opuscolo per reclamizzare le sue pubblicazioni, mentre i primi antenati dei volantini iniziano a circolare nelle città del continente all&#8217;inizio del Cinquecento. In Germania ad esempio si disegnano i premi delle lotterie per invogliare a prendervi parte.</p>



<p>Il termine italiano pubblicità deriva dall&#8217;aggettivo e sostantivo pubblico, ossia che riguarda il popolo, la popolazione, e l&#8217;origine della parola italiana rispecchia lo scopo di informare il pubblico e non presuppone il carattere parassitario o onnivoro del termine, bensì di etico e trasparente. </p>



<p>Invece il sostantivo inglese advertising possiede una connotazione di tipo imprenditoriale e persuasiva. Advertising deriva dal verbo to advertise, il quale a propria volta viene dal latino ad-vertere e significa letteralmente andare verso. </p>



<p>Il réclame nella lingua francese introduce la dimensione psicologica del termine – del richiamo alla memoria – ma non pone la questione di persuasione. Ad origine, la “chiamata” in ambito tipografico, réclame inizia come un breve richiamo promozionale nel testo di un giornale ma poi diventa un vero annuncio pubblicitario di oggi. </p>



<p>I sentimenti negativi che oggi accostiamo alla pubblicità come l’invadenza o la pervasività, si ritrovano nell&#8217;etimologia del termine tedesco Werbung, derivante dal verbo werben, che significa sia pubblicizzare che attirare, corteggiare.</p>



<p>Se nel corso dei secoli c&#8217;è chi si è distinto ed ha fatto del proprio brand un&#8217;attività di successo, c&#8217;è chi tutt&#8217;oggi non fa niente o fa le cose sbagliate per promuoversi.<br>Da sempre, quindi questa non è una condizione odierna da post covid, ogni giorno ci vengono presentate due scelte:<br>1) <strong>CRESCERE</strong> </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="413" src="https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2021/12/cosè-la-pubblicità.jpeg" alt="cos'è la pubblicità" class="wp-image-2947" srcset="https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2021/12/cosè-la-pubblicità.jpeg 600w, https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2021/12/cosè-la-pubblicità-300x207.jpeg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p>2) <strong>RIPETERE</strong>.</p>



<p>Scegliamo di <strong>CRESCERE</strong> quando&#8230;</p>



<p>Affrontiamo quella maledetta paura che ci blocca da mesi; portiamo avanti quella sana abitudine nonostante mille difficoltà e tentazioni; abbiamo quel confronto doloroso ma necessario; decidiamo, in un attimo di lucida follia, di rincorrere i nostri più grandi sogni.</p>



<p>Scegliamo di <strong>RIPETERE</strong> quando&#8230;</p>



<p>Cadiamo negli stessi comportamenti disfunzionali del menga; procrastiniamo la vita stessa immersi in un flusso interminabile di distrazioni; viviamo col pilota automatico, confortati dalla falsa idea che un giorno non precisato le cose cambieranno quasi per miracolo. </p>



<p>Magari in un momento di raptus facciamo un passo avanti, ma poi presi da una insana paura del &#8220;e ora?&#8221;&#8230;&#8221;ma così spendo!&#8221;&#8230;&#8221;cosa penseranno di me?&#8221; ne facciamo 2 indietro.</p>



<p>Crescere o Ripetere, &nbsp;questa è la scelta che ci viene offerta ogni santo giorno.</p>



<p><strong>Crescere o Ripetere.</strong></p>



<p>Oggi scegli saggiamente e ricorda, che ogni scelta responsabile condurrà ad un risultato.<br>Se non fai niente niente otterrai.<br>Se ripeti e fai le solite cose, otterrai i soliti risultati. (e zero crescita)<br>Se innovi, osi e perseveri, inevitabilmente cresci, produrrai un cambiamento e niente potrà essere come prima.</p>



<p>Se oggi è il giorno in cui hai deciso che non vuoi più essere l&#8217;attività di ieri, tra 6 mesi, a partire da questo giorno, potrai avere 6 mesi di risultati o 6 mesi di scuse.</p>



<p>Buone scelte. Buone azioni. Buona settimana. Ma se fossi nel dubbio cliccherei <a href="https://bit.ly/3y6wv5c">qui</a></p>
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		<title>Cosa ti raccontava tuo nonno?</title>
		<link>https://shoppingflash.it/cosa-ti-raccontava-tuo-nonno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 00:06:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il passato è passato,&#160; quello che è stato quasi universalmente possibile oggi, e tantomeno nel 2022, non lo sarà più! “Nonno ha creato tutto questo da solo, ha aperto il suo negozietto e ora ha creato la sua azienda con le sue sole forze” &#8220;se vuoi successo nella vita, ti basta lavorare duro&#8221; &#8220;un giorno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il passato è passato,&nbsp;</p>



<p>quello che è stato quasi universalmente possibile oggi, e tantomeno nel 2022, non lo sarà più!</p>



<p>“<em>Nonno ha creato tutto questo da solo, ha aperto il suo negozietto e ora ha creato la sua azienda con le sue sole forze</em>”</p>



<p><em>&#8220;se vuoi successo nella vita, ti basta lavorare duro&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;un giorno tutto questo sarà tuo&#8221;</em></p>



<p>Fantastici, bellissimi &#8220;aforismi&#8221;, oggi quasi da scenetta di cabaret con il milanese imbruttito, ma che riguardano l&#8217;Italia intera.</p>



<p>Il boom è stato un fenomeno, valido e possibile solo 70 anni fa. Quella favola non esiste più.</p>



<p>Eppure tutt&#8217;oggi ci sono imprenditori che si comportano ancora come se fossero sotto l&#8217;influenza di quel boom.</p>



<p>O meglio, tutti oggi conosciamo la condizione in cui siamo.  Ma dopo aver ingiuriato verso il solito &#8220;governo ladro&#8221;, c&#8217;è da smettere di stare fermi ed iniziare a muoversi. A fare qualcosa per emergere, per differenziarsi, per sopravvivere.</p>



<p>Qualcuno ci riesce. Purtroppo la maggior parte dei piccoli imprenditori, magari con l&#8217;azienda o la bottega di famiglia ereditata dal padre che l&#8217;aveva ereditata dal nonno, soccombe.</p>



<p>Non è questione di bravura, talento o fortuna, anzi, tutti questi elementi non possono nulla nel momento in cui ti trovi davanti a un mercato invaso da prodotti, che cambia ogni giorno e nel quale la competizione è all’ultimo sangue.</p>



<p>Per questo, se vuoi davvero conquistare il tuo posto, l’unica scelta è quella di adeguarsi, dotarsi di tecniche, strumenti. Studiare gli esempi di chi ci è passato, applicare strategie prese da altri che ce l&#8217;hanno fatta, o che comunque sono un passo avanti. </p>



<p>Oggi la tecnica ed i web hanno fatto passi da gigante, e affidarsi alla digitalizzazione è  fondamentale per alleggerire tutta una parte di lavoro che serve per &#8220;posizionarsi&#8221; meglio, farsi trovare, scegliere e vendere.</p>



<p>La scelta certo è ardua, le offerte ed i guru del marketing on line sono ormai migliaia, per chi non conosce bene le cose e vuole evitare di studiare affidarsi a qualcuno è importante, quello che generalmente raccomando a chi segue i miei corsi e di &#8220;sapere quanto basta per non essere infinocchiati&#8221;.</p>



<p>Giusto ieri un&#8217;amica mi chiama offrendomi di seguire il marketing di una clinica di chirurgia estetica. E mi ha confidato che l&#8217;agenzia precedente aveva fatto spendere una cifra folle di ads in pochissimo tempo&#8230; solo perchè il cliente non aveva messo un tetto alle spese. Beata onestà! Ecco, di questi pirati on line ce ne sono tanti, di quelli che approfittano dell&#8217;ignoranza e della buona fede dei clienti. Purtroppo, il web al pari delle opportunità, ha amplificato anche la possibilità di truffare, trarre in inganno.</p>



<p>Per questo è necessario studiare, conoscere le strategie che hanno portato e portano tutti i giorni le aziende a fare il passo successivo.</p>



<p><strong>Non esiste più la favola dei nonni.</strong></p>



<p>Oggi esistono ancora esempi straordinarie di imprenditori che davvero hanno fatto la differenza.</p>



<p>E per cambiare e seguire le loro tracce, prima di tutto, è necessario conoscere, approfondire, studiare.</p>



<p>Non dico &#8220;dominare professionalmente&#8221; il marketing digitale, ma è necessario sapere almeno le terminologie per ascoltare con un minimo di competenza il social media manager, sperando che in questo caso non sia il &#8220;cuggino&#8221;,  che viene in negozio a parlarti di roi, kpi, like, insight&#8230; mentre te non hai visto uno straccio di cliente in più in negozio ed i fatturato non si è mosso di un euro.</p>



<p>Quale è il passo giusto da fare?</p>



<p>Inizia dall&#8217;inizio. STUDIA! Addentrati dentro l&#8217;e-commerce, fai azioni di marketing automation, prova a fare qualche campagnetta sui social, impara ad improvvisare davanti alla telecamera del cellulare, ma soprattutto scegli un sistema che possa essere facile da usare anche per un analfabeta digitale!</p>



<p>Sei pronto a fare quello che non hai mai fatto prima per la tua azienda?</p>



<p>Per fare insieme a noi, e gratuitamente, il primo passo <a href="https://bit.ly/3y6wv5c">clicca qua</a></p>
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		<title>Cosa c&#8217;entrano i social con il barbecue?</title>
		<link>https://shoppingflash.it/shopping-flash-cosa-centrano-i-social-con-il-barbecue-scopri-le-strategie-migliore-per-convertire-rapidamente-ed-a-basso-costo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2021 00:28:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Shopping Flash è in continua crescita. Si evolve come software, diventa giorno dopo giorno sempre più performante. Questo è sicuramente grazie all’impegno degli sviluppatori che studiano per tenerlo aggiornato. Ma la vera crescita è grazie al continuo confronto con i clienti o possibili utilizzatori, che, giorno dopo giorno, forniscono feedback e ci aiutano con le</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Shopping Flash</strong> è in continua crescita.</p>



<p>Si evolve come software, diventa giorno dopo giorno sempre più performante.</p>



<p>Questo è sicuramente grazie all’impegno degli sviluppatori che studiano per tenerlo aggiornato. Ma la vera crescita è grazie al continuo confronto con i clienti o possibili utilizzatori, che, giorno dopo giorno, forniscono feedback e ci aiutano con le richieste ad individuare i migliori upgrade da fare.</p>



<p>Siamo sempre alla ricerca di <strong> approcci il più possibile scientifici e con protocolli chiari </strong>che, attraverso analisi e riscontri oggettivi, aiutino gli imprenditori a prendere le decisioni migliori per la loro azienda. </p>



<p>È fondamentale avere sempre sottomano i dati analitici dell’azienda per poter utilizzare al meglio gli strumenti di marketing e sfruttare le potenzialità ShoppingFlash.</p>



<p>Poi, sulla base dei risultati di suddetti dati, si stende la strategia da abbinare al nuovo e-commerce <strong><a href="http://www.shoppingflash.it">ShoppingFlash</a></strong>, e per ultimo si scelgono gli strumenti, e si passa all’azione! </p>



<p>Come già ampiamente spiegato nei nostri protocolli di <strong><a href="https://shoppingflash.it/molto-piu-che-alzare-la-saracinesca/">Local E-commerce</a></strong>, per creare un corretto ecosistema che veda integrate bene le attività online e offline, è necessario fare azioni coerenti e mirate. Per porre in continuo collegamento entrambe i canali, senza perdere d’occhio il fatto che l’attività per le Local E-commerce inizia dietro al bancone di vendita.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Tre errori da non fare in fase di pianificazione</strong></p>



<p>Ogni condottiero che si rispetti prima di andare in battaglia crea il suo piano strategico, che tiene conto di tutti i fattori: territorio, nemico, potenza del nemico, disponibilità di risorse, condizioni avverse, condizioni favorevoli, possibili alleati.</p>



<p>Anche per quanto riguarda un semplice negozio cittadino, che poi semplice non è, oggi tutti i giorni si va in guerra, è fondamentare avere più o meno chiari questi elementi, che tanto differenti non sono.</p>



<p>Quindi prima di passare all’esecuzione e dopo aver analizzato e interpretato i dati, c’è la fase intermedia della pianificazione. Questi sono tre errori molto frequenti che i gestori delle micro attività fanno comunemente e che, se non evitati, creano problemi:</p>



<ol type="1" class="has-medium-font-size wp-block-list"><li><strong>Chiarezza di strategia e comunicazione.</strong></li></ol>



<p>Nelle micro o piccole attività quasi sempre il titolare copre moltissimi ruoli, e non ha la minima idea di come creare la strategia e racchiudere messaggio chiave forte e importante la filosofia e i valori aziendali. Quindi dal momento che acquisire competenze di marketing può esser un problema in breve termine, il consiglio che diamo è di affidarsi a degli esperti Social Media Manager. Personaggi che diventano poi di fatto gli strateghi dell’azienda. La cui attività sarà analizzare il mercato, i competitor, definire quali messaggi veicolare e quali canali usare, creare e gestire la corretta immagine per logo, materiale pubblicitario cartaceo, gestire i canali social.  </p>



<p>Tutti i mezzi scelti per promuovere l&#8217;attività che devono a loro volta devono comunicare in modo chiaro, coerente ed univoco. Questo ovviamente in base alle caratteristiche del social scelto, ad esempio su Facebook non si usa il solito linguaggio di Instagram o di una newsletter, e il loro andamento dev’essere costantemente monitorato.</p>



<p>Se non sai descrivere ciò che sei e destare interesse in poche parole è un problema.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>2. Non pianifichi le attività di marketing</strong></p>



<p>Molte micro e piccole imprese italiane non hanno un vero e proprio piano marketing e navigano a vista. Per non rischiare di non arrivare a destinazione, cioè raggiungere il fatturato annuo, è necessario pianificare una lista di azioni. E&#8217; importante avere obiettivi intermedi ben definiti, i relativi target e le linee guida per realizzare la singola azione e, soprattutto, sapere quanto budget destinare ad ognuna.</p>



<p>Navigare a vista può significare perdere divista l’obiettivo, non sapere dove si sta andando, non sapere quanta strada si è percorso e quante ne rimane da percorrere.</p>



<p>Fare un piano marketing è indispensabile, sia per l’anno in corso sia per quello successivo, perché fornisce i dati di navigazione per poter pianificare il futuro con maggiore strategia ed attenzione.</p>



<p>Chi non pianifica brancola nel buio. E’ un problema</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>3. Non fai project management</strong></p>



<p>Stendere un piano marketing non significa solo fare un elenco di attività da fare nel corso dell’anno e impostare i relativi risultati da raggiungere. Significa analizzarle una per una come un progetto a sé stante. Ed adottando il metodo  <strong>reverse planning</strong>, è possibile fare una <strong>pianificazione a ritroso </strong>a partire da una data di termine stabilita, che generalmente si identifica nella fine dell’anno fiscale.</p>



<p>Con questo termine si intende l&#8217;insieme delle azioni volte all&#8217;analisi, progettazione, pianificazione e realizzazione degli obiettivi di un progetto. Perché gestire in corso d’opera i dati raccolti, adottando di conoscenze, attitudini, strumenti e tecniche alle attività di un progetto, consente di raggiungere gli obiettivi. Un po&#8217; come quando si fa un viaggio e si programma le tappe intermedie. &nbsp;</p>



<p>Senza un progetto accurato a sostegno del piano marketing&nbsp; è un problema</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>L’ecosistema di marketing: la sinergia tra online e offline</strong></p>



<p>Dopo aver pianificato tutte le attività, è il momento di capire cosa significa per una micro attività l’ecosistema di marketing.</p>



<p>Quello che devi ottenere dalle azioni offline è una conversione nel mondo online, e viceversa. Tutte le attività devono diventare un amplificatore del tuo messaggio, e devono invitare il passaparola tra chi ti scopre, conosce e prova e parla con altre persone, per farti ottenere nuovi potenziali clienti.</p>



<p>Per passare dall’offline all’online, quando i clienti vengono fisicamente nella tua attività, puoi offrire un coupon sconto per il servizio delivery. E viceversa. Oppure banalmente, puoi mettere un QRCode sulla tua brochure per invitare le persone a iscriversi alla newsletter e ricevere coupon sconto. Queste attività ti consentono di creare liste di persone che ti seguono sui canali social e che continuerai a stimolare con ulteriori attività sia online che offline.</p>



<p>Non esiste una formula efficace e valida per tutti in assoluto, dipende dal settore merceologico, dal territorio, dai competitor. È comunque una attività continuativa per tutto l’anno, monitorando costantemente i risultati e l’efficacia e imparando dagli errori e da quello che non funziona. L’azione, la perseveranza e la diversificazione premiano di più rispetto a una singola attività ripetuta nel tempo sempre allo stesso modo.</p>



<p>Non avere paura di agire, soprattutto per la preoccupazione di spendere troppo. Ogni azienda può costruire il suo piano marketing senza guardare quello che fanno le multinazionali, che in confronto hanno una capacità di spesa molto più alta da quelle delle micro e piccole aziende. La cosa fondamentale è non restare fermo, perché le cose si possono fare sempre, anche se hai poco budget!</p>



<p>La cosa fondamentale quando si va ad investire sui social è usare criterio “<strong>grigliata</strong>”. Suona strano vero?</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Cosa c&#8217;entrano i social con il barbecue?</strong></p>



<p>Eppure, è così! Quando devi fare una grigliata e prepari il barbecue metti la legna, la carbonella, la carta, la diavolina, se ce l’hai qualche pigna non guasta. Poi accendi. All’inizio fai un gran falò, le fiamme sono alte ed il calore è tanto, ma non è ancora venuto il momento di cucinare. Anzi, sei solo all’inizio perché se cucini adesso bruci tutto quanto senza cuocere. Devi inevitabilmente aspettare il momento in cui si forma la brace. Se hai fatto un buon lavoro potrai grigliare per almeno 3 ore su una bella brace rossa. Certo, non puoi lasciare distrattamente la carne al fuoco, devi monitorare costantemente e osservare la cottura per arrivare al il risultato desiderato.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Non puoi pensare di fare una bella grigliata con poca carbonella.</strong></p>



<p>L’investimento nella pubblicità social è uguale. All’inizio è necessario dare una bella fiammata, fare un bel falò alto e luminoso per farsi vedere da tutti i potenziali clienti.</p>



<p>Per fare un bel falò serve un investimento importante su una strategia intelligente, studiata bene, ovviamente in proporzione all’azienda. In questo modo si insegna agli algoritmi dei social a lavorare per noi, produrre a lungo il massimo dei risultati con il minimo sforzo.</p>



<p>Non si può pensare di utilizzare bene i social senza una buona partenza ed investimenti costanti.</p>



<p>Tutto viene “enormemente “facilitato dall’uso di strumenti di conversione specifici, che aiutano la tua azienda a rimanere connessa con il mondo esterno a partire dai tuoi clienti abituali.</p>



<p>Quasi tutte gli esercizi al pubblico hanno le solite difficoltà territoriali. Non importa quale sia il tuo settore merceologico, se hai una attività al pubblico sappiamo come aiutarti.</p>



<p>Per capire come migliorare la tua attività richiedi una consulenza gratuita, <a href="https://bit.ly/3Bzbi4T">clicca qua</a> </p>
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		<title>QUANDO L&#8217;ESTENSIONE DI LINEA CREA DANNI ALLA TUA ATTIVITA&#8217;</title>
		<link>https://shoppingflash.it/quando-lestensione-di-linea-crea-danni-alla-tua-attivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2021 08:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>NON SEMPRE AUMENTARE IL NUMERO DEI TUOI PRODOTTI PUO&#8217; ESSERE UNA STRATEGIA VINCENTE Capita che per aumentare più clientela venga fatto l&#8217;errore di inserire nel proprio catalogo, listino o menù dei prodotti o servizi che poco c&#8217;entrano con il nostro business principale. Qualche settimana fa Burger King, una delle catene di fast food più famose al</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>NON SEMPRE AUMENTARE IL NUMERO DEI TUOI PRODOTTI PUO&#8217; ESSERE UNA STRATEGIA VINCENTE</strong></p>



<p></p>



<p>Capita che per aumentare più clientela venga fatto l&#8217;errore di inserire nel proprio catalogo, listino o menù dei prodotti o servizi che poco c&#8217;entrano con il nostro business principale.</p>



<p>Qualche settimana fa <strong>Burger King</strong>, una delle catene di fast food più famose al mondo, nella speranza di accaparrarsi nuove fette di mercato ha presentato al mondo il suo primo panino vegetariano. </p>



<p>Ti pongo quindi un domanda:  <strong>Secondo te, questa di Burger King è stato una buona operazione?</strong> </p>



<p>Se hai intenzione di rispondere: &#8220;Be&#8217; sì, ormai in giro ci sono più vegani di una volta ed evidentemente Burger King ci ha visto un mercato da aggredire&#8230;&#8221;, lascia che ti dica che sei <strong>totalmente fuori strada.</strong> Il panino vegetariano di Burger King è in realtà un lancio sbagliato,  catastrofico e ti mostro gli errori.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/0031-20e3.png" alt="1&#x20e3;"/></figure>



<p><strong>errore:</strong> la scelta di un prodotto totalmente fuori focus. Il focus di Burger King è infatti sulla carne (che sia buona o meno, è un altro discorso). Per questo motivo&nbsp;a un vegano o vegetariano non salterebbe mai in mente di mettere piede là dentro.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/0032-20e3.png" alt="2&#x20e3;"/></figure>



<p><strong>errore:</strong> l&#8217;insensato desiderio di voler &#8220;accontentare tutti&#8221;.  Questo è forse l&#8217;errore più grosso. </p>



<p><strong>NON SEMPRE AUMENTARE IL NUMERO DEI TUOI PRODOTTI PUO&#8217; ESSERE UNA STRATEGIA VINCENTE</strong></p>



<p>Infatti, lo avrai sentito dire tante volte, non possiamo servire tutto e tutti, ma abbiamo dei clienti in target sui quali lavorare. Perciò il tentativo di accontentare tutti non ha aperto nessuna nuova nicchia per il fast food. Anzi ha fatto storcere il naso ai già clienti che vanno lì per mangiare la ciccia e di certo non vogliono vegani tra i piedi.</p>



<p><strong>Quindi, a conti fatti, cosa è successo? Che Burger King è in perdita.</strong> </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="576" height="436" src="https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2021/07/image.png" alt="" class="wp-image-2385" srcset="https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2021/07/image.png 576w, https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2021/07/image-300x227.png 300w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure>



<p>Ma la differenza tra Burger King e il tuo locale è che loro sono una multinazionale e stanno in piedi lo stesso, <strong>se invece lo fai tu, chiudi!</strong> </p>



<p>Una soluzione potrebbe essere quella di non lanciare nulla: &#8220;ah!, i clienti li ho, sono contenti&#8230; lascio tutto così.&#8221; Rimanere all&#8217;interno della propria zona di confort è un atteggiamento frequente, prudenziale, protettivo ma statico. Infatti questo ragionamento è deleterio per la tua attività quanto un lancio sbagliato. Se non rinnovi sia il menu (o il catalogo o il listino), sia i servizi allora incorri in due problemi:</p>



<p><strong>i clienti si stancheranno di te e della tua proposta e non sarai più in grado di trattenerli;</strong></p>



<p><strong>rimarrai sempre nel punto in cui ti trovi precludendoti significative possibilità di crescita e di lavorare sull&#8217; elemento differenziante</strong>. </p>



<p>Cioè l&#8217;unica via d&#8217;uscita è quella di imparare a fare un lancio di prodotto fatto bene che sia in grado di rinfrescare l&#8217;offerta del tuo locale, consolidare i già clienti e attirarne di nuovi. Il lancio, essendo un&#8217;operazione di marketing, va studiato e architettato secondo principi scientifici: dalla scelta del prodotto, nuovo ma in linea con il tuo locale, al pubblico, alla comunicazione da svolgere. </p>



<p>Molti esercenti e ristoratori credono che fare sempre le solite cose sia in linea con la tradizione, la &#8220;continuità della qualità&#8221;. </p>



<p>La verità è che anche se pochi anni fa nella tua zona eri il numero uno non rinnovandoti qualcuno di più innovativo di te avrà già aperto, o starà per farlo, e la tua storica posizione risulterà vacillante. </p>



<p>Non importa essere come Burger King e fare lanci sbagliati, sii coerente con il tuo prodotto, evita le estensioni di linea (leggiti le 22 immutabili leggi del marketing di <a href="https://www.amazon.it/immutabili-marketing-ignorate-rischio-pericolo/dp/8868490757/ref=sr_1_1?adgrpid=55104873520&amp;dchild=1&amp;gclid=CjwKCAjw55-HBhAHEiwARMCszke1FyAgBdnTnhQESSr7TvKuyexeBMDYalWCzWqZLVBAUbESb4e7tBoCCSEQAvD_BwE&amp;hvadid=255190532636&amp;hvdev=c&amp;hvlocphy=1008311&amp;hvnetw=g&amp;hvqmt=e&amp;hvrand=3466396422034815201&amp;hvtargid=kwd-418950280450&amp;hydadcr=6500_1818785&amp;keywords=22+immutabili+leggi+del+marketing&amp;qid=1625817901&amp;sr=8-1">Al Ries</a>) </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="550" height="830" src="https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2021/07/image-1.png" alt="" class="wp-image-2386" srcset="https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2021/07/image-1.png 550w, https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2021/07/image-1-199x300.png 199w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></figure>



<p>Fortifica la tua posizione con le adeguate strategie. Adotta un sistema di gestione ordini tuo, Impara a sfruttare i lead generati dai colossi del delivery. Costruisci una data base proprietario a cui rivolgere i tuoi lanci prodotto. </p>



<p><strong>Per questo c&#8217;è <a href="http://www.shoppingflash.it">shoppingflash</a></strong></p>



<p></p>
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		<title>I numeri e le percentuali dei ristoranti del 2020</title>
		<link>https://shoppingflash.it/ristoranti-i-numeri-del-delivery/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 00:40:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’anno nero 2020, chi ha fatto in autonomia le consegne adesso si ritrova il ‘tesoretto’ dei dati dei clienti La ristorazione è uno dei settori più penalizzati dalla pandemia. I numeri e le percentuali dei ristoranti del 2020 sono chiari, tutto il settore ha assistito a una perdita di circa il 40% del volume di</p>
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<p><strong>Dopo l’anno nero 2020, chi ha fatto in autonomia le consegne adesso si ritrova il ‘tesoretto’ dei dati dei clienti</strong></p>



<p>La ristorazione è uno dei settori più penalizzati dalla pandemia. I numeri e le percentuali dei ristoranti del 2020 sono chiari, tutto il settore ha assistito a <strong>una perdita di circa il 40% del volume di fatturato registrato nel 2019</strong>. Ciò significa che il giro d’affari, da quota quota 86 miliardi di euro l’anno scorso dovrebbe aver perso circa poco più di 30 miliardi assestandosi a quota 50-55 miliardi circa.</p>



<p>Per far fronte alla situazione, <strong>molti ristoratori si sono adattati a fare con consegne a domicilio e cucine non aperte al pubblico ma comunque al lavoro, le cosiddette “dark kitchen”.</strong> <em>“Per ampi tratti del 2020</em> <em>le uniche forme di fatturato possibile sono state il delivery e il take away. La conseguenza è stato il proliferare di dark, grey, ghost e cloud kitchen,<strong> generando in in breve tempo a uno scenario difficilmente immaginabile in precedenza”.</strong></em></p>



<p>Secondo un primo sondaggio svolto al termine della “fase 2” della pandemia, <strong>il 77% dei locali ha deciso di intraprendere la strada delle consegne a domicilio e dell’asporto. </strong>Solo il 23% dei locali ha preferito lasciare chiusi i battenti. </p>



<p>Un secondo sondaggio svolto in pieno secondo lockdown indagava se il delivery venisse svolto in autonomia oppure con il supporto delle piattaforme di settore. <strong>Il 43% ha dichiarato di farlo direttamente </strong>organizzandosi con sistemi digitali come <a href="http://www.shoppingflash.it"><strong>Shopping Flash</strong></a>. Il 3% di affidarsi unicamente a piattaforme esterne. Il 9% di utilizzare entrambe le modalità. Il 22% si stava organizzando per implementare consegne a domicilio. Mentre il 23% ha deciso di non ricorrere al delivery.</p>



<p>Chi ha deciso di fare da sé lo ha fatto <em>“soprattutto per la crescente consapevolezza che queste piattaforme, <strong>oltre a trattenere percentuali fino al 35% sul lordo degli ordini, trattengono <em><strong>i dati dei clienti</strong></em>. Dati sensibili che risultano essere un vero e proprio tesoretto nell’anno della pandemia.</strong> Chi si è dotato di delivery autonomo, spesso convertendo a rider i dipendenti di sala e cucina ha usato sistemi digitali di gestione dati come <strong><a href="http://www.shoppingflash.it">Shopping Flash</a></strong>. Ha quindi raccolto e potuto utilizzare i contatti dei clienti, nuovi e abituali, e sopravvivere così alle chiusure forzate con risultati migliori rispetto a chi ha esternalizzato le consegne”</em>. Senza contare che ora quei dati e quelle informazioni <strong>possono essere utilizzati, per promozioni ed eventuali offerte, nella nuova fase di riapertura che ha da poco preso il via.</strong></p>



<p>Detto ciò <em><strong>“<em><strong>l’esperienza vissuta in presenza, nel locale, è insostituibile</strong></em></strong></em>, ed <em><strong>il delivery e le dark kitchen non sostituiranno la ristorazione tradizionale”</strong>.</em> </p>



<p>Tuttavia, <em>“la pandemia ha marcato più in profondità la differenza tra il mondo della consegna a domicilio e quello del sit-in. Questo avrà nei prossimi mesi forti impatti sulla ristorazione, con l’aumento di attività alle due estremità, luxury e accessible convenience, per soddisfare ogni tipo di esigenza. Perché la ristorazione, da quando esiste, non guarda in tasca a nessuno ma cerca di soddisfare i palati di tutti”.</em></p>



<p></p>
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		<title>il local e-commerce per le microimprese italiane.</title>
		<link>https://shoppingflash.it/il-local-e-commerce-per-le-microimprese-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 May 2021 12:33:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il local e-commerce, la volpe e l&#8217;uva. Oggi facciamo una analisi. Soltanto l’11% delle aziende e PMI italiane sono presenti online. L&#8217;Italia infatti si posiziona&#160; quart’ultimo in Europa per skills digitali, con&#160; il 33% degli e-commerce che fallisce nei primi 12 mesi di attività. É l’istantanea che emerge in merito alla digitalizzazione aziendale e che</p>
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<p><strong>Il local e-commerce, la volpe e l&#8217;uva</strong>.</p>



<p><strong>Oggi facciamo una analisi.</strong></p>



<p>Soltanto l’11% delle aziende e PMI italiane sono presenti online. L&#8217;Italia infatti si posiziona&nbsp; quart’ultimo in Europa per skills digitali, con&nbsp; il 33% degli e-commerce che fallisce nei primi 12 mesi di attività. É l’istantanea che emerge in merito alla digitalizzazione aziendale e che attesta il chiaro segnale che occorre una rivoluzione culturale, ancor prima che economica, e un rapido cambio di mentalità. (fonte: nell’ultimo report ISTAT e nell’indice Desi della Commissione Europea)</p>



<p>Questo vale a tutti i livelli, sia che si tratti di mettere on line una SpA, una PMI o una microimpresa. (micro impresa quando il numero di dipendenti è inferiore a dieci e il fatturato annuale o il totale all&#8217;attivo dello stato patrimoniale non supera i due milioni di euro). E&#8217; proprio quest&#8217;ultima la fascia di mercato a cui si rivolge <strong><a href="http://www.shoppingflash.it">Shopping Flash</a></strong> Il local e-commerce per le microimprese italiane. In pratica prima di vendere la nostra soluzione per l&#8217;e-commerce la mission è cercare di accompagnare le microimprese nel cambiamento digitale, far capire perché, con che strumenti, in che modo è necessario presenziare il web ed usare a proprio vantaggio il <strong>local e-commerce</strong> per le microimprese italiane.</p>



<p>La nostra soluzione digitale per l&#8217;e-commerce parte dalle basi. Prima di portare un’azienda online, di qualsiasi dimensione e fatturato si parli, è assolutamente indispensabile effettuare l’analisi di mercato, verificare che ne esista uno e che sia in fase di crescita e sviluppo, e solo poi procedere con la costruzioni di siti ed e-commerce.<br>Proprio per questo è nato un sistema così semplice, così smart, così economico come <a href="http://www.shoppingflash.it"><strong>Shopping Flash</strong></a>. Per poter abituare il micro imprenditore a ragionare in termini di numeri, fatturati, azioni, strategie. Per adesso argomenti ancora decisamente sconosciuti nel mondo della maggior parte degli esercenti italiani.</p>



<p>Ci piace pensare al web come ad un amplificatore. Se alla base ci sono unicità differenzianti e proposte di valore, allora la struttura online funziona. In caso contrario, si rischia un inutile dispendio di budget ed energie. Tante volte ci è capitato di fare lunghe sedute con l&#8217;imprenditore per aiutarlo nell&#8217;individuare la sua &#8220;proposta esclusiva&#8221; ed evidenziarla, prima ancora di definire gli strumenti necessari per farlo.<br>Le microimprese italiane vengono sottostimate, eppure hanno un enorme potenziale.&nbsp;</p>



<p>La verità è che la maggior parte delle agenzie web non fanno proposte efficaci perché sono le prime a non capire davvero come farle uscire dalla guerra dei prezzi. Questo perché si fanno trascinare dalle grandi teorie che hanno sempre funzionato per le multinazionali ma non per la microimpresa.<strong><br><br></strong>La chiave invece è riuscire a costruire un sistema di vendita ad hoc che possa realmente far prosperare l’azienda. Nel concreto: focalizzarsi sul <strong>local e-commerce</strong> per le microimprese italiane.  Essere primo in città (o nel quartiere) è l&#8217;obiettivo, mentre spesso invece vengono sprecate energie e risorse economiche per arrivare ad essere &#8220;esimo&#8221; in Italia e su Google.<br><br>Per questo è stato messo a punto la <strong>Shopping Flash Accademy</strong>. Il supporto pratico ed immediato di brevi di manuali tutorial e video, per aiutare l&#8217;esercente della microimpresa a dominare gli strumenti web e social.</p>



<p><strong>L&#8217;e-commerce, la volpe e l&#8217;uva.</strong></p>



<p>Un e-commerce è una macchina, a cui serve un pilota (social media manager) ed in cui ci va messa della benzina (ads facebook e google). Avere una bella macchina non serve a molto se non la sai guidare, se non fai il pieno e se la lasci in garage. Poi inevitabilmente dici&#8230; si ma&#8230; e tenti di dare la colpa alla macchina. Un po come la favola di Esopo della volpe e l&#8217;uva. Se non arrivi a prenderla, dici che è acerba e scarichi fuori le responsabilità del tuo insuccesso.</p>



<p><a href="http://www.shoppingflash.it">www,shoppingflash.it</a></p>



<p></p>
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		<title>Molto più che alzare la saracinesca.</title>
		<link>https://shoppingflash.it/molto-piu-che-alzare-la-saracinesca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 15:35:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, troppe aziende ancora non hanno capito quale sia il loro ruolo nel mondo. Il compito di un&#8217;azienda non si limita infatti a creare un prodotto o erogare un servizio da scambiare con i soldi dei clienti. Quello è l&#8217;atteggiamento di chi vuole i “clienti di cittadinanza”, di chi pensa di meritare di restare</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In Italia, troppe aziende ancora non hanno capito quale sia il loro ruolo nel mondo.</p>



<p>Il compito di un&#8217;azienda non si limita infatti a creare un prodotto o erogare un servizio da scambiare con i soldi dei clienti.</p>



<p>Quello è l&#8217;atteggiamento di chi vuole i “clienti di cittadinanza”, di chi pensa di meritare di restare sul mercato solo perché ha aperto la partita IVA.</p>



<p><strong>No, non funziona così</strong>.</p>



<p>Almeno da quando il covid ha trasformato anche questa tipologia di rapporto sociale.</p>



<p>Lo scopo ultimo di ogni azienda è servire il cliente, in qualunque circostanza.</p>



<p>A un cliente non importa nulla che tu abbia investito e stia rischiando centinaia (o milioni) di euro. Oppure che tu stia facendo del tuo meglio per soddisfarlo o che, magari, stai avendo una giornata storta e non sei al massimo della forma.</p>



<p>Perché l’unica cosa che conta è soddisfare le aspettative dei propri clienti (o di superarle, meglio ancora).</p>



<p>Quante volte capita infatti di entrare in un negozio con tutte le intenzioni di spendere, per poi decidere di portare i propri soldi da un&#8217;altra parte perché l&#8217;addetto di turno ci ha fatto passare la voglia?</p>



<p>Ti capita di cercare di entrare in contatto online con un’azienda, tramite chat o email? E la risposta arriva (se arriva) con settimane di ritardo, quando hai già comprato da un’altra parte?</p>



<p>Possiamo dire che, non di rado, sono le aziende stesse a cospargersi di <strong>repellente anti-clienti</strong>.</p>



<p>E questo sarà sempre più un problema per chi desidera continuare a fare impresa e stare sul mercato nel prossimo futuro. Anche se il mercato si sta inevitabilmente spostando sull&#8217;on-line dove il rapporto esercente-cliente è obbligatoriamente variato.</p>



<p>Infatti, secondo una ricerca condotta da Salesforce (azienda che offre uno dei più potenti software CRM sul mercato)&nbsp; su settemila aziende in tutto il mondo che usano la sua piattaforma per l’assistenza clienti, la pandemia ha causato, oltre ad un forte impatto negativo sui fatturati, la riduzione delle relazioni dal vivo cliente-azienda. </p>



<p>Da una parte, le persone hanno iniziato a utilizzare con sempre più frequenza i canali digitali per entrare in contatto con le aziende (email, chat, chat bot, social, ecc..), aspettandosi quindi di ricevere risposta in tempo zero.</p>



<p>Dall’altra parte, nonostante la tecnologia sia sempre più presente nei contatti tra persone e aziende, i clienti non vogliono rinunciare a quella sorta di “tocco umano”, che serve a rendere queste interazioni più personali e naturali.</p>



<p>Insomma, i clienti di tutto il mondo prediligono un rapporto più diretto, più personalizzo sia on&nbsp;line che off line.</p>



<p>Oggi è necessario fare qualcosa di più che alzare la saracinesca ed aspettare.</p>



<p>Ecco perché ai clienti utilizzatori del software Shopping Flash viene insegnato, tramite i tutorial, come miscelare l&#8217;esperienza acquisita in anni di attività one-to-one con l&#8217;attività digitale, applicando una strategia che tiene conto dell&#8217;off-line e dell&#8217;on-line.</p>



<p>Spesso le agenzie parlano di comunicazione &#8220;integrata&#8221;, intendendo con questo termine l&#8217;utilizzo di più mezzi di comunicazione, ma sempre più spesso dimenticando l&#8217;off-line, che il vero cuore del local e-commerce.</p>



<p>La foto in testa all&#8217;articolo non è scaricata o presa da un photostok on line, è reale, è  Marco, proprietario della storica Rosticceria 2 strade a Firenze, che ha scelto Shopping Flash e le strategie che insegniamo.</p>



<p>Adesso quindi sta a te capire come far vivere un&#8217;esperienza a cinque stelle ai tuoi clienti, in ogni singolo momento in cui entrano in contatto con la tua azienda.</p>



<p>Come dici? Non sai da dove partire e ti serve una mano per trasformare la tua attività in un&#8217;impresa come quella di Marco?</p>



<p>Allora inizia da qui:&nbsp;www.shoppingflash.it</p>
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		<title>Trasforma un e-commerce in un digital-shop di quartiere</title>
		<link>https://shoppingflash.it/trasforma-un-e-commerce-in-un-digital-shop-di-quartiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 01:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; passato un anno e quello che speravamo fosse un&#8217;influenza passeggera è stato un cambiamento epocale per la nostra società. La pandemia, o comunque le misure d&#8217;emergenza adottate per contenerla, hanno sconvolto il modo di relazionarsi, di vivere, di lavorare e di acquistare. Ha generato grandi cambiamenti e molti di questi sono destinati a rimanere.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>E&#8217; passato un anno e quello che speravamo fosse un&#8217;influenza passeggera è stato un cambiamento epocale per la nostra società.</p>



<p>La pandemia, o comunque le misure d&#8217;emergenza adottate per contenerla, hanno sconvolto il modo di relazionarsi, di vivere, di lavorare e di acquistare.</p>



<p>Ha generato grandi cambiamenti e molti di questi sono destinati a rimanere. </p>



<p>E mentre il mondo intero e stato destabilizzato dagli effetti della pandemia, il sistema economico ha subito uno stop. Ma a farne le spese in modo più visibile sono state le molte attività su strada, i negozi di quartiere, le attività turistiche che senza turisti hanno dovuto chiudere. </p>



<p>Cartelli chiuso causa virus sono apparsi ovunque, anche al negozio all&#8217;angolo vicino casa, dove eravamo abituati ad andare, il negozio di quartiere. Una continua lotta per i negozianti per capire come, e se,  fosse stato il caso di chiudere o di andare avanti consapevoli di rimetterci giorno dopo giorno.<br>Alcuni settori hanno subito sconvolgimenti sbalorditivi, altri, i più scaltri si sono reinventati trovando nella crisi nuove opportunità di crescita.</p>



<p>E mai come in questo momento è stata vera l&#8217;affermazione <strong>formarsi per non fermarsi</strong>. </p>



<p>Perché per i piccoli imprenditori è stato necessario reinventarsi ed iniziare a studiare per uscire dalle proprie routine, dalla propria confort zone. Sapere quale fosse la soluzione migliore, cosa fare per digitalizzarsi. Imparare ad avere il corretto atteggiamento di fronte a nuove tecnologie che avessero concesso nuove opportunità di &#8220;relazione commerciale&#8221;.</p>



<p>L&#8217;impossibilità di fare come si è sempre fatto ha spalancato le porte alla tecnologia. Questo ha consentito a tanti di fare tanti progressi nella digitalizzazione: dallo smart working, alle dad, alle videoconferenze su molte diverse piattaforme. </p>



<p>Chi ha accettato il cambiamento ha avuto accesso facilitato, rendendo più immediato l&#8217;adottare nuovi processi lavorativi come il mercato on line ed ha aperto un e-commerce. </p>



<p>Oggi a distanza di un anno possiamo affermare che le abitudini dei consumatori hanno subito cambiamenti radicali e che lo shopping online è diventato la norma.</p>



<p><br><em>Cosa hanno fatto in questo anno coloro che oggi possono dire di aver ammortizzato, ed in alcuni casi superato, la crisi?</em> <strong>Hanno aperto un proprio shop on line.</strong></p>



<p>Aprire un e-commerce, uno shop on line. in molti casi è la soluzione. Ma per chi non ha una impostazione mentale all&#8217;argomento non è una soluzione immediata, vediamo perché:</p>



<p>il piccolo medio imprenditore, anche se adesso ha aumentato il proprio gradi di competenze digitale, è ancora un pò scarso è non comprende che l&#8217;e-commerce è una macchina, che ha bisogno di un pilota e della benzina per camminare</p>



<p>il pilota è l&#8217;abilità per farlo viaggiare. Basta sapere usare i social a proprio favore. Ma se non si ha questa abilità necessita un pilota esterno come un social media manager che dia visibilità all&#8217;e-commerce. Magari senza affidarsi al &#8220;cuggino&#8221; sedicente esperto del web.</p>



<p>La benzina sono gli investimenti per le campagne social. Eh si&#8230;la brutta notizia è che facebook non è gratis, e google neanche, e la visibilità si compra ed è cara. E l&#8217;inesperienza con i social fa bruciare tanti soldi in inutili comunicazioni che non si trasformano in vendite.</p>



<p><strong>Tutto questo può essere dispendioso nonché complicato.</strong></p>



<p><strong>QUINDI COSA FARE?</strong></p>



<p>Ci sono strumenti, nati in quest&#8217;anno, studiati appositamente per essere un e-commerce di quartiere, un logico dimensionamento da e-commerce tradizionale in shop digitale per una copertura limitata alla propria zona di competenza, come il quartiere appunto, o l&#8217;intera città se la dimensione dell&#8217;attività lo consente.</p>



<p>Tra queste soluzioni digitali che si sono fatte notare spicca per la sua facilità d&#8217;uso c&#8217;è <strong>Shopping Flash</strong>. Realizzato in modo così semplice da essere usato dal fornaio, dalla pizzicagnolo, dal pizzaiolo, dal contadino con la frutta e verdura bio senza competenze digitali. E pensato in modo logico ed intuitivo per essere usato da un pensionato lontano dalla tecnologia. </p>



<p><strong>Tutti possono metterci le proprie merci, tutti possono usarlo per comprare.</strong></p>



<p>Molte persone pensano che un e-commerce possa spalancare le porte del web, e per questo ambiscono ad una visibilità oltre i propri limiti di zona. La verità è che è <strong>meglio essere i primi nel quartiere</strong> che una vaga presenza in un mondo irraggiungibile. Per questo sono state appositamente studiate delle strategie, che fanno parte dei tutorial per il corretto uso di <strong>Shopping Flash</strong>, che fondono l&#8217;off line con l&#8217;on line, in modo da non perdere l&#8217;identità e la relazione con il proprio cliente. </p>



<p>E&#8217; tempo di esser pronti, è tempo di aprire il proprio e-commerce, fallo con <strong>www.shoppingflash.it</strong></p>
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		<item>
		<title>Chi vende su Amazon 100 prodotti al minuto?</title>
		<link>https://shoppingflash.it/inizia-a-vendere-on-line-adesso-con-shopping-flash/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 00:43:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare in caso di crisi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://shoppingflash.it/?p=2081</guid>

					<description><![CDATA[<p>Inizia a vendere on line adesso con shopping flash, costruisci in poche ore il tuo negozio digitale. Avete presente quando un dente fa male e si resiste fino all&#8217;ultimo istante prima di estrarlo? La privazione non piace a nessuno, il dente stava li poverino e poi&#8230;zac..tolto, via dalla sua zona di comfort. Così è più</p>
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<p><strong>Inizia a vendere on line adesso con shopping flash, costruisci in poche ore il tuo negozio digitale.</strong></p>



<p>Avete presente quando un dente fa male e si resiste fino all&#8217;ultimo istante prima di estrarlo?</p>



<p>La privazione non piace a nessuno, il dente stava li poverino e poi&#8230;zac..tolto, via dalla sua zona di comfort.</p>



<p>Così è più o meno oggi l&#8217;imprenditore, o meglio il micro-piccolo-medio-imprenditore, ovvero l&#8217;appartenente a quel tessuto di negozianti, ristoratori che fanno parte del 92% delle PMI italiane (fonti fipe).</p>



<p>Cioè, l&#8217;imprenditore era li da anni che se la raccontava, alzava il bandone ed aspettava. E mai avrebbe pensato che un virus portasse via la gente dalle strade.</p>



<p><strong>Sarebbe stato fantascienza</strong>.</p>



<p>E&#8217; successo a marzo&#8230;era la prima volta che accadeva ed ha colto tutti di sorpresa, nessuno lo aspettava e pochissimi aveva un e-commerce&#8230;lo si può capire.</p>



<p>Ma come diceva Sant&#8217;Agostino errare humanum est, <em>perseverare </em>autem diabolicum.  E una larga parte degli imprenditori italiani ha perseverato nell&#8217;errore fatto a marzo, hanno continuato a pensare che si trattasse di un racconto di H.G.Wells e&#8230;</p>



<p>&#8230;niente, si sono fatti cogliere una seconda volta e sono caduti dal pero!</p>



<p>Vengo spesso interpellato dagli imprenditori alla ricerca di soluzioni. Malgrado siano spinti da un improvviso interesse per il marketing e siano invogliati ad affrontare meglio questa crisi, al momento della decisione rimangono al palo. Come se fare questa cosa fosse come togliersi un dente:</p>



<p>Tra le “curiose” risposte ho ricevuto:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Interessante, ma adesso siamo troppo impegnati a gestire la crisi!</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Figuriamoci se mi interessa, questa azienda è qua da 60 anni</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Io sono per il rapporto umano, non farò mai delivery, voglio vedere il cliente in faccia.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Il mio prodotto non si vende on line</li></ul>



<p><strong>Ma avete presente cosa si trova on line?</strong></p>



<p>Ora&#8230; cosa sta accadendo?</p>



<p>Accade che una parte di negozi su strada, specialmente nell&#8217;agroalimentare e ristorazione, il cui più temibile competitor è la GDO (esselunga, Coop, Carrefour etc), sta cercando di adeguarsi e vendere on line, ofrendo delivery ed aprendo quelli che sono identificati come e-commerce di quartiere. Certo, è una bella iniziativa, sicuramente meglio che lamentarsi.</p>



<p>Se qualcuno si ricorda, c&#8217;era una pubblicità con Ninetto Davoli negli anni 70 che impersonava un garzone di fornaio, che in bicicletta consegnava i crackers (saiwa), un delivery ante signum.</p>



<p>Quindi oggi, credendo di andare avanti, non facciamo che ripescare dal passato ciò che già funzionava, solo che invece di chiamare con il telefono con la ruzzola, duplex, nero, attaccato al muro, facciamo l&#8217;ordine tramite lo smartphone.</p>



<p>Ma succede anche che una parte di questi imprenditori sceglierà di non adeguarsi al cambiamento digitale. Non lo sa ma soccomberà per mano propria. Si troverà superato dal negozio più smart, per il solo fatto di non essere &#8220;uscito dalla propria zona di comfort&#8221;.</p>



<p>Il fatto è che si tratta di mind set. Il prezzo non c&#8217;entra, perché questo genere di imprenditori non riesce a buttarsi sul digitale neanche di fronte ad un prezzo di €70 al mese come quello dell&#8217;ecommerce <strong><a href="http://www.shoppingflash.it">Shopping Flash</a></strong> il sistema per vendere on line low-cost per eccellenza.</p>



<p>La situazione migliora notevolmente come si alza il tiro, quando l&#8217;azienda inizia ad essere più strutturata. Più dipendenti, più vision, più reattività al mercato. La riprova di tale reazione è questo breve report del <a href="https://amp24-ilsole24ore-com.cdn.ampproject.org/c/s/amp24.ilsole24ore.com/pagina/ADHOy82">Sole 24ore</a> su cui si legge che le Pmi che vendono sugli store di Amazon, da giugno 2019 a maggio 2020 (compreso il periodo del primo lockdown) hanno registrato vendite per una media di oltre 75.000 euro ciascuna ed hanno venduto in media più di 100 prodotti al minuto.</p>



<p>Il bello è che si tratta di 14.000 Pmi italiane che vendono su Amazon e che nel 2019 hanno registrato vendite all&#8217;estero per più di 500 milioni.</p>



<p>Di queste, circa 600 hanno superato 1 milione di dollari di vendite complessive (in Italia e all’estero).</p>



<p>Generando impatti che hanno permesso alle Pmi di creare oltre 25.000 posti di lavoro.</p>



<p>Non male.</p>
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		<title>Occhio&#8230;cè in giro un serial killer di imprenditori</title>
		<link>https://shoppingflash.it/occhio-ce-in-giro-un-serial-killer-di-imprenditori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2020 02:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Occupandomi di formazione e soluzioni aziendali per le PMI ne sento d&#8217;ogni, seguo anche tanti maestri di queste materie e mi confronto con altri professionisti. Si sente dire e si legge tante belle cose soprattutto sulle strategie da applicare, o meglio da fare applicare agli esercenti. Marketing, remarketing, Roi, kpi, b2b, bt2b, c2c, redemption&#8230; e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>Occupandomi di formazione e soluzioni aziendali per le PMI ne sento d&#8217;ogni, seguo anche tanti maestri di queste materie e mi confronto con altri professionisti.</p>



<p>Si sente dire e si legge tante belle cose soprattutto sulle strategie da applicare, o meglio da fare applicare agli esercenti.</p>



<p>Marketing, remarketing, Roi, kpi, b2b, bt2b, c2c, redemption&#8230; e queste sono quelle che sono entrate un po&#8217; più nell&#8217;uso comune&#8230;ma</p>



<p><strong>Ma c&#8217;è un ma.</strong></p>



<p>Io mi occupo delle PMI, soprattutto imprese P, che sta per “piccole”, che sono il tessuto dell&#8217;economia italiana. Complessivamente le aziende su strada, negozi al dettaglio, imprese poco più che a conduzione familiare, sono il 92% del totale e imprese italiane (<a href="https://www.mbnews.it/2019/07/le-pmi-sono-il-92-delle-imprese-attive-in-italia-ma-ce-ancora-poca-digitalizzazione/">https://www.mbnews.it/2019/07/le-pmi-sono-il-92-delle-imprese-attive-in-italia-ma-ce-ancora-poca-digitalizzazione/</a>)</p>



<p>E quando le incontro per proporre semplici sistemi e-commerce come www.shoppingfflash.it che potrebbero aiutare in questo momento tanto difficile, trovo purtroppo un misto di voglia di fare/freno non fare. Quasi: non capisco e non mi adeguo.</p>



<p>C&#8217; é una disinformazione ed una incompetenza di fondo in tutto questo. Malgrado le camere di commercio, le associazioni di categoria, offrono corsi anche gratuiti per aumentare la digitalizzazione c&#8217;è una paura di fondo che immobilizza.</p>



<p>Un po&#8217; come quando di notte in una strada di campagna si illumina un coniglio con i fari&#8230;si immobilizza dalla paura fino a venire schiacciato.</p>



<p>Questo perchè agli esercenti, oltre a mancare una informazione digitale, manca anche uno step precedente. Infatti, pochi, pochissimi esercenti sono anche imprenditori, o meglio pochissimi hanno il mind set dell&#8217;imprenditore.</p>



<p>E la mancanza di questa skill fa si che sia perfettamente inutile sapere fare rendere una campagna su facebook, se poi non si sa guidare l&#8217;azienda con criterio.</p>



<p>Un esempio per tutti. Incontro ancora “imprenditori” che a fine serata scassettano il registratore di cassa per prender soldi dall&#8217;incasso per la spesa, la benzina, la paghetta del figlio, senza bilanciare i conti che inevitabilmente a fine mese non torneranno.</p>



<p>Si percepisce che c&#8217;è necessità di un cambiamento.</p>



<p>Le imprese oggi sono soggette molto più che in passato alla necessità di “gestire la strategia” che rispecchia il contesto dei mercati in cui operano. Ma purtroppo molte non hanno le competenze per farlo.</p>



<p>E&#8217; assolutamente necessario smettere di navigare a vista, di “provare” a casaccio. Oggi è necessario avere una strategia perché è un fattore chiave per la sopravvivenza, la crescita e la prosperità dell’attività.</p>



<p>Una strategia economica che possa definire una successivo budget da dedicare alla strategia della comunicazione, al marketing all&#8217;immagine.</p>



<p>Senza strategia è veramente andare al buio! Citando l&#8217;ipercitato Seneca</p>



<p> <em><strong>Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.</strong></em></p>



<p>Ditela come vi pare&#8230;ma se non sai dova cazzo andare&#8230;dove cazzo vai?</p>



<p>E per sapere dove andare vanno tenuti in considerazione molti più elementi che in passato:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>l’avvento di Internet</li><li>le mutate e più elaborate abitudini di acquisto dei consumatori</li><li>la conseguenza della contrazione della vita media dei prodotti legata alla progressiva globalizzazione</li><li>il crescente potere dei sistemi distributivi.</li><li>l’instabilità degli scenari commerciali</li><li>la necessità di adeguarsi alle tecnologie digitali</li><li>Le difficoltà nel reperire risorse finanziarie per lo sviluppo.</li></ul>



<p>L&#8217;esercente, il negoziante, l&#8217;imprenditore basico che sa fare il suo mestiere, non vuole emulare Elon Musk o Jeff Basoz. Tanto meno mettersi a fare il marketer e passare giornate al computer.</p>



<p>In questo scenario, che è catastrofico per tutti, emergono due categorie di PMI. Alcuni fermi, impauriti e diffidenti. Altri ugualmente timorosi, ma non per questo immobili ad attendere il destino o il prossimo DCPM.</p>



<p><strong>PMI LIMITANTI</strong></p>



<p>Nella prima categoria troviamo <strong>modelli mentali</strong> <strong>limitanti </strong>dell’imprenditore e dei suoi collaboratori. Modelli mentali che guidano l&#8217;azienda, che abituano ad “adagiarsi” nella consuetudine. Che fanno fare scelte “emulative” riferite a modelli di comportamenti ritenuti validi solo perché lo sono stati in passato o perché hanno funzionato per un competitor.</p>



<p>L&#8217;imperativo è “ora, subito” e orienta l&#8217;imprenditore a valutare prevalentemente solo obiettivi a breve, o addirittura brevissimo, termine.</p>



<p>La frase “abbiamo fatto sempre così” serve da mantra propiziatorio.</p>



<p>Mentre sfugge il suo significato giustificativo, che connota la mancanza di intraprendenza imprenditoriale, e che impedisce all&#8217;azienda di crescere</p>



<p>E&#8217; una giustificazione che in uno stato d&#8217;emergenza consente ad un’azienda di sopravvivere, ma non di guardare al futuro.</p>



<p>In molte PMI a conduzione familiare. Le valutazioni sulle prospettive aziendali sono improvvisate, poco ragionate, e quando capita di ottenere successi, è difficile risalire alla strategia che li ha generati.  Questo capita perché sono successi casuali, frutto di intuizioni momentanee difficili da replicare. Processi che avvengono in modo inconsapevole, senza una strategia programmata dove si analizza azioni e risultati.</p>



<p>Spesso le decisioni sono prese in situazioni di necessità o emergenza. Generalmente per risolvere problematiche emergenti di cui necessita una rapida azione (come sopra già scritto: ora, subito).</p>



<p>Oppure altre decisioni non sono prese o rimandate perché “non è questo il momento”&#8230;un classico è “<em>perché dovrei fare pubblicità adesso&#8230;ho il negozio pieno!</em>”</p>



<p>Nella tipologia di imprenditori appartenenti alle PMI LIMITANTI si manifesta inoltre la scarsità o carenza di “voglia” di dedicare tempo e risorse economiche alla formazione. Alla acquisizione di informazioni e conoscenze tecniche per aumentare il proprio grado di consapevolezza e di professionalità. L&#8217;imprenditore delle PMI è portato quindi ad ignorare le opportunità da cogliere.  Perché manca la cultura al ragionamento ampio, alla capacità di elaborazione ed interpretazione dei dati interni e dati esterni all&#8217;azienda che possono aprire nuove prospettive .</p>



<p>Anche questo aspetto è frutto dell&#8217;ORA SUBITO. Quindi per l&#8217;imprenditore nelle PMI LIMITANTI il tempo ed i soldi spesi per formarsi o formare il personale sono un cattivo investimento perché non se ne comprende il valore che sicuramente non sarà godibile nell&#8217;immediato. Senza contare che studiare fa fatica.</p>



<p>Questi sopra citati sono atteggiamenti dannosi all&#8217;azienda, ma la “convinzione” di fare bene, di essere nel giusto, l&#8217;indisposizione all&#8217;ascolto ed all&#8217;imparare sempre e continuamente (come già scritto siamo nell&#8217;era della formazione permanente) sono sicuramente il KILLER più spietato.</p>



<p>Anzi considerato quante aziende fa fuori direi che questo atteggiamento è un SERIAL KILLER DI PMI.</p>



<p>La “convinzione” è&#8217; tangibile in questi imprenditori, ed è giustificata dai azioni che generano risultati random nel breve periodo. Risultati che portano l’imprenditore ad adagiarsi e ad avere atteggiamenti conservativi. Che inoltre non permettono di esplorare nuove opportunità, percorsi di innovazione digitale, di processo o di prodotto/servizio e che, presto o tardi, porterà all&#8217;implosione dell&#8217;inesistente modello di business.</p>



<p><strong>PMI ILLUMINATE</strong></p>



<p>La seconda tipologia riguarda le <strong>PMI ILLUMINATE</strong>, così definite prendendo in prestito del periodo storico stesso la definizione dell&#8217;illuminismo che cita su wikipedia “<em>L&#8217;illuminismo è l&#8217;uscita dell&#8217;uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l&#8217;incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto d&#8217;intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! “ </em>Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!</p>



<p>Quindi gli imprenditori illuminati, da soli o con i propri collaboratori se guidano insieme l&#8217;azienda, lavorano per trasformare obiettivi in un effettivo posizionamento. In un nuovo assetto organizzativo, ma soprattutto fare si che le scelte fatte portino al miglioramento delle performance competitive-economico-finanziarie.</p>



<p>Il mind set dell&#8217;imprenditore Illuminato si riconosce per l&#8217;apertura mentale, per la predisposizione, a volte innata, a volte imparata, al “<strong>cambiamento</strong>”.</p>



<p>Per cambiamento in questo caso si intende sapersi adeguare, sapersi mettere in discussione e capire che questo tipo di staticità mentale porta ad un immobilismo della propria azienda. L&#8217;ora subito, delle precedente categoria si trasforma in un più produttivo: ORA SI CAMBIA.</p>



<p>Ovviamente questo cambiamento avviene in relazione alle proprie capacità e competenze. In genere rappresenta la volontà di miglioramento caratterizzata da un atteggiamento strategico e non casuale per andare a A a B. L&#8217;imprenditore illuminato sfrutta deliberatamente questa onda sia per elevare l&#8217;azienda, sia per mantenere elevato il livello motivazionale. Esaltare la propensione di assecondare il cambiamento dell’intera azienda, piccola, grande o familiare che sia.</p>



<p>Il consentire di <em>mettere in discussione le proprie certezze</em>, sfidare i propri modelli mentali, sviluppare la capacità di apprendere dai propri successi e dai propri errori porta verso il cambiamento</p>



<p>Queste abilità vanno ricercate nelle radici dell&#8217;azienda, i valori, le ambizioni, i modelli mentali dell’imprenditore e dei suoi collaboratori sono <strong>“le differenze che fanno la differenza”.</strong></p>



<p>Il cambiamento prevede per sua natura l&#8217;apprendere una determinata competenza per migliorare il proprio risultato. Quindi in questo tipo di realtà aziendale, l&#8217;essere propensi alla formazione rappresenta una significativa risorsa per l’imprenditore e il gruppo dirigenziale.</p>



<p>Quando una azienda pensa così, il grado di innovazione raggiunto all’interno della struttura viene valorizzato. Viene favorita la competitività sul mercato e lo sviluppo di nuove opportunità.</p>



<p><strong>CAMBIARE SENZA PAURA*….è la chiave del successo</strong></p>



<p><strong>*</strong>uso il titolo di un libro del mio mentore<strong> </strong>Roberto Re</p>



<p>Anche in una piccola azienda, come un negozio a conduzione familiare, deve avere il proprio piano strategico. L&#8217;era dell&#8217;alzo il bandone ed aspetto è finita. Mai come con il lockdown si vede necessario il cambio di paradigma in cui l&#8217;attività deve tornare a consegnare la spesa.</p>



<p>La&nbsp;<em>mancanza di strategie manageriali d</em>elle piccole e medie imprese sono da imputare a due principali fattori:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>scarsa cultura delle proprietà di come gestire l’azienda in modo professionale e strutturato</li><li>la formazione aziendale non è alla portata di questa fascia di imprenditori. Inoltre le aziende di consulenza non sono interessate a target con basso budget di spesa.</li></ol>



<p>Affinché ci sia un tangibile miglioramento, un <strong>cambiamento culturale, </strong>devono avvenire ancora importanti passaggi fatti in entrambe le direzioni.</p>



<p>Le PMI devono puntare di più sull’innovazione culturale e nella gestione aziendale.</p>



<p>Le aziende di formazione e consulenza dovrebbero scendere dal loro piedistallo ed imparare stare sul campo, in trincea, al fianco del fornaio, del pizzicagnolo, del ristoratore, ed imparare a sperimentare, senza essere intrappolati in pensieri limitanti, testando nuovi modelli di business per coglierne l’opportunità.</p>



<p>Queste regole valgono per tutto il mondo lavorativo e mai come adesso sono valide. Con questa crisi economica da lockdown i malati sono in rianimazione, ma i morti si contano per le strade, leggendo i cartelli dei negozi serrati con scritto vendesi, affittasi o chiuso per covid. Quanti di questi riapriranno?</p>



<p>Quanti di questi imprenditori gioverebbero di un aiuto, di strategia, di cultura aziendale, di strumenti per assecondare la crisi? Siamo d&#8217;accordo che questi strumenti da soli non basterebbero, ma potrebbero essere di supporto per arginare una ingloriosa chiusura.</p>



<p>C&#8217;è la necessità che quello che viene fatto per le aziende “grandi” le S.p.A. , le multinazionali, possa esser disponibile anche per la trattoria sotto casa. Poter rendere disponibili competenze, segreti e rendere fruibile ai più (92% dell&#8217;imprenditoria italiana) un vocabolario incomprensibile fatto di</p>



<p>Strategic Management, vision, valori, consapevolezza aziendale, marginalità, profittabilità, <em>valore finanziario ad altri termini.</em></p>



<p>Fermiamo il serial killer delle PMI.</p>
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