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	<title>Cosa fare in caso di crisi Archivi</title>
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	<description>Trasforma il tuo negozio in un super negozio</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2021 16:24:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Cosa fare in caso di crisi Archivi</title>
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		<title>Chi vende su Amazon 100 prodotti al minuto?</title>
		<link>https://shoppingflash.it/inizia-a-vendere-on-line-adesso-con-shopping-flash/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 00:43:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare in caso di crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizia a vendere on line adesso con shopping flash, costruisci in poche ore il tuo negozio digitale. Avete presente quando un dente fa male e si resiste fino all&#8217;ultimo istante prima di estrarlo? La privazione non piace a nessuno, il dente stava li poverino e poi&#8230;zac..tolto, via dalla sua zona di comfort. Così è più</p>
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<p><strong>Inizia a vendere on line adesso con shopping flash, costruisci in poche ore il tuo negozio digitale.</strong></p>



<p>Avete presente quando un dente fa male e si resiste fino all&#8217;ultimo istante prima di estrarlo?</p>



<p>La privazione non piace a nessuno, il dente stava li poverino e poi&#8230;zac..tolto, via dalla sua zona di comfort.</p>



<p>Così è più o meno oggi l&#8217;imprenditore, o meglio il micro-piccolo-medio-imprenditore, ovvero l&#8217;appartenente a quel tessuto di negozianti, ristoratori che fanno parte del 92% delle PMI italiane (fonti fipe).</p>



<p>Cioè, l&#8217;imprenditore era li da anni che se la raccontava, alzava il bandone ed aspettava. E mai avrebbe pensato che un virus portasse via la gente dalle strade.</p>



<p><strong>Sarebbe stato fantascienza</strong>.</p>



<p>E&#8217; successo a marzo&#8230;era la prima volta che accadeva ed ha colto tutti di sorpresa, nessuno lo aspettava e pochissimi aveva un e-commerce&#8230;lo si può capire.</p>



<p>Ma come diceva Sant&#8217;Agostino errare humanum est, <em>perseverare </em>autem diabolicum.  E una larga parte degli imprenditori italiani ha perseverato nell&#8217;errore fatto a marzo, hanno continuato a pensare che si trattasse di un racconto di H.G.Wells e&#8230;</p>



<p>&#8230;niente, si sono fatti cogliere una seconda volta e sono caduti dal pero!</p>



<p>Vengo spesso interpellato dagli imprenditori alla ricerca di soluzioni. Malgrado siano spinti da un improvviso interesse per il marketing e siano invogliati ad affrontare meglio questa crisi, al momento della decisione rimangono al palo. Come se fare questa cosa fosse come togliersi un dente:</p>



<p>Tra le “curiose” risposte ho ricevuto:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Interessante, ma adesso siamo troppo impegnati a gestire la crisi!</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Figuriamoci se mi interessa, questa azienda è qua da 60 anni</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Io sono per il rapporto umano, non farò mai delivery, voglio vedere il cliente in faccia.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Il mio prodotto non si vende on line</li></ul>



<p><strong>Ma avete presente cosa si trova on line?</strong></p>



<p>Ora&#8230; cosa sta accadendo?</p>



<p>Accade che una parte di negozi su strada, specialmente nell&#8217;agroalimentare e ristorazione, il cui più temibile competitor è la GDO (esselunga, Coop, Carrefour etc), sta cercando di adeguarsi e vendere on line, ofrendo delivery ed aprendo quelli che sono identificati come e-commerce di quartiere. Certo, è una bella iniziativa, sicuramente meglio che lamentarsi.</p>



<p>Se qualcuno si ricorda, c&#8217;era una pubblicità con Ninetto Davoli negli anni 70 che impersonava un garzone di fornaio, che in bicicletta consegnava i crackers (saiwa), un delivery ante signum.</p>



<p>Quindi oggi, credendo di andare avanti, non facciamo che ripescare dal passato ciò che già funzionava, solo che invece di chiamare con il telefono con la ruzzola, duplex, nero, attaccato al muro, facciamo l&#8217;ordine tramite lo smartphone.</p>



<p>Ma succede anche che una parte di questi imprenditori sceglierà di non adeguarsi al cambiamento digitale. Non lo sa ma soccomberà per mano propria. Si troverà superato dal negozio più smart, per il solo fatto di non essere &#8220;uscito dalla propria zona di comfort&#8221;.</p>



<p>Il fatto è che si tratta di mind set. Il prezzo non c&#8217;entra, perché questo genere di imprenditori non riesce a buttarsi sul digitale neanche di fronte ad un prezzo di €70 al mese come quello dell&#8217;ecommerce <strong><a href="http://www.shoppingflash.it">Shopping Flash</a></strong> il sistema per vendere on line low-cost per eccellenza.</p>



<p>La situazione migliora notevolmente come si alza il tiro, quando l&#8217;azienda inizia ad essere più strutturata. Più dipendenti, più vision, più reattività al mercato. La riprova di tale reazione è questo breve report del <a href="https://amp24-ilsole24ore-com.cdn.ampproject.org/c/s/amp24.ilsole24ore.com/pagina/ADHOy82">Sole 24ore</a> su cui si legge che le Pmi che vendono sugli store di Amazon, da giugno 2019 a maggio 2020 (compreso il periodo del primo lockdown) hanno registrato vendite per una media di oltre 75.000 euro ciascuna ed hanno venduto in media più di 100 prodotti al minuto.</p>



<p>Il bello è che si tratta di 14.000 Pmi italiane che vendono su Amazon e che nel 2019 hanno registrato vendite all&#8217;estero per più di 500 milioni.</p>



<p>Di queste, circa 600 hanno superato 1 milione di dollari di vendite complessive (in Italia e all’estero).</p>



<p>Generando impatti che hanno permesso alle Pmi di creare oltre 25.000 posti di lavoro.</p>



<p>Non male.</p>
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		<title>140 ANNI FA&#8230;.</title>
		<link>https://shoppingflash.it/140-anni-fa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2020 23:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare in caso di crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Centoquaranta anni fa non c&#8217;era l&#8217;e-commerce, non c&#8217;era niente di elettronico figuriamoci il commercio. Il negoziante aveva ciò che serviva alla sopravvivenza della comunità, apriva la porta ed aspettava. Ecco, malgrado siano passati cento quaranta anni c&#8217;è ancora chi in relazione al commercio è rimasto un po&#8217; indietro. In altri campi ha fatto passi da</p>
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<p>Centoquaranta anni fa non c&#8217;era l&#8217;e-commerce, non c&#8217;era niente di elettronico figuriamoci il commercio. </p>



<p>Il negoziante aveva ciò che serviva alla sopravvivenza della comunità, apriva la porta ed aspettava.</p>



<p>Ecco, malgrado siano passati cento quaranta anni c&#8217;è ancora chi in relazione al commercio è rimasto un po&#8217; indietro. In altri campi ha fatto passi da gigante, ha lo smartphone di ultima generazione, ha l&#8217;homebanking, sceglie le sue vacanze su tripadvisor, prenota le sue cene su the fork, programma voli lowcost on line e compra sul blackfriday di Amazon&#8230;.ma quando si tratta di mettere la propria attività su un e-commerce&#8230;.chi&#8230;.io?</p>



<p>Cosa è cambiato in 140 anni di commercio? <strong>Per qualcuno niente!</strong></p>



<p>Prima del marzo 2020, quando ancora nessuno immaginava ciò che il Covid-19 avrebbe potuto comportare, le resistenze all’e-commerce erano forti.</p>



<p>Se la prima ondata pandemica aveva colto molti impreparati ed aveva incuriosito non pochi esercenti sulle prospettive dell’e-commerce, la seconda ondata giunge su un tappeto di consapevolezza più maturo: la conseguenza è che la corsa all’e-commerce si sta facendo sempre più accelerata ed i risultati di questo trend sono facilmente intelleggibili nei dati di crescita di <strong>Shopping Flash</strong>.</p>



<p>Malgrado sul mercato esistano anche altre soluzioni, nasce nella primavera 2020 il progetto <strong>Shopping Flash</strong> che tra gli obiettivi principali si prefigge di abbassare quasi a zero la soglia d&#8217;ingresso nel mondo e-commerce rispetto ai competitor.</p>



<p><strong>Più facile, più veloce, più economico.</strong></p>



<p>Tutte caratteristiche importanti per l&#8217;imprenditore che non vuole mettersi a fare il marketer perchè non ha tempo da perdere e non ha le competenze per mettersi a”spippolare” sui gestionali.</p>



<p>In pochi passaggi direttamente dal pannello di controllo è possibile configurare il proprio shop, e con la fotocamera del cellulare fotografare e pubblicare i propri prodotti, collegare il tutto a Stripe, promuovere, iniziare a vendere ed incassare.</p>



<p><strong>Shopping Flash</strong> è una delle soluzioni più utilizzate per aprire il proprio e-commerce in tempi brevi ed a basso costo: la crescita è enorme.<br>Grazie ad uno dei costi più bassi sul mercato (rispetto alla tecnologia contenuta) ed alla rapidità con cui è in grado di portare online un’attività di vendita, si è dimostrato una delle scelte più gradite, ed i numeri confermano una crescita che non sarebbe stata ipotizzabile in assenza di tutto ciò che il Covid ha determinato sui mercati di tutto il mondo.</p>



<p>Tutto ciò non misura soltanto la capacità di <strong>Shopping Flash</strong> di rispondere ad una precisa comune domanda, ma testimonia altresì il grande spirito di adattamento che il commercio dimostra organicamente di fronte alle difficoltà: piccoli negozi e piccole attività, con investimenti minimi e grande elasticità nell’interpretare il nuovo contesto, stanno spostando le proprie attività online.</p>



<p>Chi in anticipo e chi con estremo ritardo, ma per tutti <strong>Shopping Flash</strong> rappresenta un porto sicuro a cui affidare le proprie speranze per uscirne “meno peggio” da questo 2020.</p>



<p>Per alcuni negozianti è stata una svolta, per altri è stata una stampella fondamentale: per <strong>Shopping Flash</strong> è stata una annata fondamentale, considerato la partenza da zero ed il tasso di affermazione raggiunto.</p>



<p>Tra le novità che <strong>Shopping Flash</strong> sta sviluppando c’è una integrazione con una piattaforma marketing che assicura performace da capogiro, che punta ad integrare i due servizi ed aprire maggiori possibilità promozionali sulla piattaforma: il futuro dell’e-commerce passa anche per questo tipo di attività, spingendo il commercio verso un dialogo più fitto tra esercente e consumatore.</p>



<p>Clicca su <a href="http://www.shoppingflash.it/">www.shoppingflash.it</a></p>
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		<title>Ordinata&#8230;Cotta e consegnata</title>
		<link>https://shoppingflash.it/ordinata-cotta-e-consegnata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 01:52:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare in caso di crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ok ce lo aspettavamo! Era nell&#8217;aria! Era tutto nei piani, un semi lookdown comunicato magistralmente secondo le teorie di Chomsky sulla manipolazione di massa, in modo da farci digerire pian piano “la cronaca di una chiusura annunciata.” Ma non è questo il blog per parlare di virus, di negazionisti o di complottisti, ma dell&#8217;impatto che</p>
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<p>Ok ce lo aspettavamo! Era nell&#8217;aria! Era tutto nei piani, un semi lookdown comunicato magistralmente secondo le teorie di Chomsky sulla manipolazione di massa, in modo da farci digerire pian piano “la cronaca di una chiusura annunciata.”</p>



<p>Ma non è questo il blog per parlare di virus, di negazionisti o di complottisti, ma dell&#8217;impatto che genera alla ristorazione questa seconda chiusura forzata entro le ore 18 .</p>



<p>Questo è il blog di <strong>Shopping Flash</strong> dove si parla di problematiche di marketing, di mentalità commerciali, di possibilità, di azioni da fare per adottare o meno una o più soluzione per sopravvivere in questo periodo.</p>



<p>E dato che stiamo promuovendo il nostro e-commerce più o meno in tutta Italia ci siamo resi conto di una realtà comune: malgrado la seconda ondata fosse stata annunciata, e che i ristoratori fossero già passati più o meno indenni (poco indenni) dalla prima, la maggior parte è ancora impreparata ad affrontare la chiusura anticipata e non si è dotata di strumenti adeguati.</p>



<p>Qualche domanda nasce spontanea:</p>



<p><strong>Cosa frena i ristoratori ad organizzarsi digitalmente?</strong></p>



<p>Da una nostra prima statistica su 100 ristoranti contattati possimao generalizzare che:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>quasi tutti sono sui social (ma andrebbe visto in che modo)</li><li>di questi neanche una decina sono seguiti da un Social Media Manager professionista. Gli altri sono seguiti dal “cuggino” che spippola al computer e pubblica un paio di inutili post.</li><li>un 40% circa ha un sito che su non supera il punteggio di 20 <a href="https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights/">https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights/</a> Questo parametro è particolarmente importante che sia più alto possibile per ottimizzare la visualizzazione da smartphone.</li><li>pochissimi hanno una piattaforma e-commerce proprietaria. ( ma neanche prestata &#8230;)</li><li>meno di pochissimi promuovono la propria attività con criterio social investendo regolarmente in campagne ed ads.</li></ul>



<p>La maggioranza dei ristoranti dovrebbe rivedere la propria strategia social, aggiornarla e renderla adeguata al mercato che cambia.</p>



<p>E per fare questo il ristoratore deve un po&#8217; uscire dalla zona di comfort che lo vede ancora con una mentalità che è rimasta invariata da quando hanno tolto dal menù degli antipasti i vol-au-vent ripieni e l&#8217;insalata russa.</p>



<p>La nostra cucina è universalmente riconosciuta come una delle migliori, negli anni sono sicuramente cambiate molte cose, le tecniche culinarie, i modi di cucinare, i mix tra diverse culture che sposano il sapore mediterraneo, ma quando si parla di innovazione digitale o si ha davanti un grande imprenditore che ne percepisce il valore o casca l&#8217;asino.</p>



<p>Un po&#8217; meglio da marzo scorso, perché gioco forza siamo stati violentemente educati ad una digitalizzazione che non avevamo, ma siamo ancora parecchio, parecchio indietro e dobbiamo ancora fare tanta strada per cambiare la situazione web.</p>



<p><strong>Cosa serve?</strong></p>



<p>Per poter cambiare effettivamente la propria situazione serve impostare il proprio asset digitale in modo da:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>avere una strategia chiara (come per una ricetta culinaria, per il digital serve una serie di ingredienti ben dosati, niente è a caso)</li><li>essere trovati rapidamente (velocità, l&#8217;attenzione sui social è di nanosecondi)</li><li>essere distinti dalla concorrenza (elemento differenziante)</li><li>parlare di se (raccontare e raccontarsi, poche parole supportate dai fatti)</li><li>far parlare di se (importantissime le recensioni &#8230;vere!)</li><li>attivare un sistema di fidelizzazione (è più facile rivendere che vendere)</li><li>avere un proprio e-commerce (zero esitazioni quando un cliente vuole comprare)</li><li>non affidarsi “solo” alle piattaforme di distribuzione (il loro piatto vince sempre)</li><li>farsi seguire da un social media manager nella maniera più adeguata (l&#8217;improvvisazione si vede e costa cara)</li></ul>



<p>In questo periodo quelli che godranno di più (se di godimento di tratta), ma forse è meglio dire, quelli che trarranno più vantaggio da questa situazione, sono le pizzerie a domicilio, che già da prima del Covid e senza bisogno di tanta professionalità erano già sul mercato del delivery. Certo è che ora lo scontro sarà diretto, ed anche se c&#8217;è commercialmente spazio per tutti l&#8217;avere una struttura digital forte aiuta a farsi notare e scegliere.</p>



<p>Ma non potendo o volendo mangiare pizza tutte le sere il consiglio che mi sento di dare agli altri ristoratori è: non aspettate oltre a rivalutare la vostra presenza on line, affrontatela professionalmente in autonomia se avete voglia, tempo e competenze, o affidatela ad un professionista ed aprite un vostro e-commerce per vedere rapidamente dei risultati concreti. Il consiglio è valido per tutti i B2C, non solo la ristorazione. Il web va presidiato.</p>



<p>Ci sono tante soluzioni e gestionali presenti sul mercato on line, adatte a tutte le tasche e per tutte le esigenze, <a href="http://www.shoppingflash.it/">www.shoppingflash.it</a> è la soluzione per chi cerca un sistema di facile utilizzo, rapido nella configurazione ed economicamente sostenibile per ogni tipologia di azienda.</p>



<p>Ah &#8230; dimenticavo &#8230; senza commissioni sul venduto!</p>
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		<title>E se Facebook chiudesse?</title>
		<link>https://shoppingflash.it/e-se-facebook-chiudesse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 00:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare in caso di crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I social ci hanno imposto dei comportamenti comunicativi a dir poco estremi. Non mi prendo la briga di definire quali sono positivi o negativi, ma nel vasto campionario del comportamento da social troviamo pose da vamp, palestrati, gattini, pietanze come se fosse l&#8217;ultimo pasto del condannato, un campionario di boccucce labbrini e linguine, e qui</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I social ci hanno imposto dei comportamenti comunicativi a dir poco estremi.</p>



<p>Non mi prendo la briga di definire quali sono positivi o negativi, ma nel vasto campionario del comportamento da social troviamo pose da vamp, palestrati, gattini, pietanze come se fosse l&#8217;ultimo pasto del condannato, un campionario di boccucce labbrini e linguine, e qui mi fermo per brevità, ma si potrebbe continuare all&#8217;infinito su cosa il fenomeno social ha scatenato a livello di opportunità di espressione e di comunicazione.</p>



<p><strong>Perchè parlo di questo?</strong></p>



<p>Perchè creando dei contenuti per questo blog (content marketing, altra attività che ha subito un grande sviluppo con e per i social anche se nata nel 1985) mi sono imbattuto in una notizia del 24 settembre che ai più è passata inosservata: &#8220;Facebook e Instagram chiuderanno in Europa&#8221;: La minaccia di Zuckerberg dopo un ordine dell&#8217;authority irlandese sulla protezione dei dati per dire basta alle violazioni della privacy e al trasferimento di dati di cittadini Ue verso gli Usa.</p>



<p><a href="www.today.it/facebook/facebook-chiude-europa.html">www.today.it/facebook/facebook-chiude-europa.html</a></p>



<p>Già così come notizia, anche se è stata poi smentita in breve, ha fatto rizzare i capelli a 410 milioni di utenti attivi in Europa.</p>



<p>Ma l&#8217;analisi che volevo fare oggi è ipotizzare proprio: e se Facebook ed istagram chiudessero oggi, cosa succederebbe?</p>



<p>Finalmente si tornerebbe a farci gli affari propri, andando a cena nei ristoranti ed invece di stare con il cellulare in mano si parlerebbe con gli amici, dovremmo tornare ad esprimere dal vivo le emozioni al posto degli emoticons (forse su whatsapp e telegram sopravviverebbero), ci sarebbe meno cyberbullismo, più umanità, meno invidia, più amici veri, meno persone che fanno di tutto per apparire ricche e felici, più persone vere, meno persone che scagliano la pietra e si nascondono dietro un post, o peggio un account fake. Sono un sono un potente strumento di connessione e vanno saputi usare con coscienza, a nostro vantaggio, soprattutto nel caso di attività commerciali.</p>



<p>In breve si tornerebbe a comunicare quasi come si faceva prima, o almeno non attraverso i social.</p>



<p>E dal momento che qua ci occupiamo non di sociologia ma di marketing e di aziende dobbiamo spostare il nostro focus su cosa cambierebbe nel modo di fare advertising (comunicazione pubblicitaria) se oggi non potessimo più fare le campagne sponsorizzate sui social.</p>



<p>Grazie alla diffusione planetaria dei social, facebook in primis è diventato il mezzo indiscusso numero uno per farsi pubblicità, poi dopo sono arrivati gli altri, e grazie a questo sviluppo sono esplose letteralmente nuove professionalità che si occupano della gestione delle aziende: i social media manager.</p>



<p>Quindi, fermo restando che un nuovo social potrebbe invadere il globo (prima c&#8217;èra My Space) il primo impatto, la prima domanda sarebbe: ed ora come comunico al mondo la mia attività? Come mi promuovo? Come faccio lead generation velocemente?</p>



<p>Certo, esisterebbero ancora Google e tutti gli altri motori di ricerca, si potrebbe comunicare ancora massivamente con gli sms, con l&#8217;e-mail marketing, magari con whatsapp, e qualche risultato lo si otterrebbe, ma sicuramente in modo più faticoso dal momento che non si intercetterebbe tutte quelle persone che passano 1 ora e 46 sui social ogni giorno (fonte <a href="https://www.nur.it/">https://www.nur.it/</a>).</p>



<p>Quindi la cosa da fare è lavorare pro-attivamente anche se è molto probabile che non accada niente, strutturare il proprio business con più canali comunicativi, volendo anche non digitali, perchè essere pronti a comunicare con ogni mezzo significa comunque essere più competitivi, più presenti, più raggiungibili.</p>



<p>Un esempio lo abbiamo visto non più tardi di 8 mesi fa, a Marzo ha chiuso l&#8217;Italia per il lookdown e cambiando improvvisamente le abitudini le persone non sono più uscite a “fare acquisti”, e senza scomodare Amazon, quelle aziende anche mediamente strutturate per dominare il proprio mercato hanno continuato a vendere. Le altre hanno chiuso.</p>



<p>Il covid ha generato questa crisi e niente sarà più come prima, si può reagire in più modi di fronte agli avvenimenti, c&#8217;è chi non riaprirà e si dispera, c&#8217;è chi pur di riaprire ha convertito il proprio business in altro, sicuramente è stata una lezione e ha insegnato a rimboccarsi le maniche e non farsi cogliere più impreparati.</p>



<p>Il mondo intero ha fatto un passo avanti nella digitalizzazione e in questi ultimi mesi si sono moltiplicate le richieste per soluzioni l&#8217;e-commerce. C&#8217;è stato un incremento negli acquisti on line del 26% (fonte <a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/">www.corrierecomunicazioni.it</a>) Tutte le attività di qualsiasi settore merceologico vogliono essere on line e poter vendere attraverso una propria vetrina.</p>



<p>Molte si sono già strutturate e altrettante lo stanno facendo, tu, cosa vuoi fare?</p>



<p>Devi agire adesso e prendere una decisione, per il futuro della tua attività, per il futuro del commercio, che sarà da qui a breve sempre di più on line</p>



<p>Per il tuo e-commerce scegli una soluzione pratica, scegli https://www.shoppingflash.it</p>



<p><a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.shoppingflash.it</a></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Pronti a ripartire</title>
		<link>https://shoppingflash.it/pronti-a-ripartire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 23:17:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare in caso di crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ovunque si legge che tempi difficili come questi erano decenni che non si vedevano. L&#8217;onda lunga dello tsunami Covid deve ancora arrivare, e malgrado le decine di previsioni fatte nessuno è in grado di capire con quanta violenza impatterà sul lavoro e sulle decine di piccoli imprenditori smarriti ed impreparati. Le aziende che sono fallite</p>
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<p>Ovunque si legge che tempi difficili come questi erano decenni che non si vedevano.</p>



<p>L&#8217;onda lunga dello tsunami Covid deve ancora arrivare, e malgrado le decine di previsioni fatte nessuno è in grado di capire con quanta violenza impatterà sul lavoro e sulle decine di piccoli imprenditori smarriti ed impreparati.</p>



<p>Le aziende che sono fallite per colpa del Corona Virus sono sia piccole attività cittadine che grandi realtà multinazionali.</p>



<p> L’emergenza sanitaria che ha costretto il mondo a chiudere ha fatto anche vittime illustri. Da Pizza Hut a Aeromexico, passando per la Boeing, fino al Cirque du Soleil. Aziende considerate un tempo monoliti intoccabili si sono trovate a presentare istanza di fallimento. Hertz, e la compagnia aerea di bandiera colombiana sono altre imprese che sono fallite, ed i cui titoli azionari sono crollati in Borsa.</p>



<p>E la crisi ha mandato in rosso anche i conti di big delle vendite al dettaglio, come Zara, H&amp;M, Victoria Secrets e Starbuks. Fior di catene di negozi italiani come Scarpe e Scarpe hanno dovuto chiudere, per far fronte ai mancati guadagni derivanti dalle mancate vendite.</p>



<p>Il virus non ha smesso di generare problemi, e, tra l’aumento dei contagi e la crisi economica, il futuro di molte attività e aziende è incerto.</p>



<p>Purtroppo in Italia ci sono centinaia di piccole e medie aziende che hanno chiuso durante il lookdown della prima ondata del virus non potendo sostenere le spese.</p>



<p><strong>Perché le aziende, sia piccole che grandi, sono fallite per colpa del coronavirus?</strong></p>



<p>Il virus è stato un evidenziatore di difetti giá presenti, come nel caso di Hertz. La societá aveva già 17 miliardi di dollari di debiti prima che la pandemia facesse chiudere il mondo su se stesso. Gli spostamenti sono stati ovviamente annullati per cui tutte le società collegate a determinati settori sono andate in crisi.</p>



<p>Ospitalità, linee aeree, ristorazione, trasporti, viaggi, hanno tutti subito in pieno l’effetto del blocco del mondo. E chi già soffriva prima della crisi, si è visto scoppiare in mano la situazione.</p>



<p>In Italia vediamo oggi una grande crisi nella ristorazione, le strutture nelle città prettamente turistiche, che negli hanno hanno scelto e modellato il proprio business sul flusso turistico, oggi sono al collasso, mentre le strutture che hanno orientato il proprio business al consumatore locale, alla riapertura non ha tardato a trovarselo a tavola nel proprio ristorante.</p>



<p>E&#8217; una scelta commerciale su cui erano basate decine di attività “per turisti” di cui nessuno mai avrebbe potuto prevedere la totale assenza, ma il blocco totale degli spostamenti turistici ha messo a repentaglio la vita dei centri storici di città come Roma, Venezia, Firenze, Milano, Napoli e tutti quei posti che attendevano i villeggianti come la manna dal cielo.</p>



<p><strong>Ma adesso cosa succederà? A cosa stiamo andando incontro?</strong></p>



<p>Quali altri danni causeranno il coronavirus e il conseguente scossone economico?</p>



<p>Quante altri business falliranno?</p>



<p>In tempi bui come questi, si sentono davvero tante domande, ed a queste c’è un’unica risposta.</p>



<p><strong>Oggi, per salvarsi è necessario un cambio di rotta tanto“epocale”quanto lo è questo periodo, ciò significa farsi trovare pronti, organizzati e strutturati.</strong></p>



<p>Iniziare a lavorare come non è mai stato fatto, e questo vale dalla più piccola attività in su.</p>



<p>Solo che mediamente la grande azienda dovrebbe essere già strutturata con strategist, ufficio marketing, reparto customer care e chi più ne ha più ne metta, ma una piccola azienda, un negozio, un ristorante, una palestra che non ha una struttura interna organizzata per ottenere dei risultati diversi deve fare cose che non ha mai fatto.</p>



<p>Cosa deve fare esattamente?</p>



<p>Deve lottare con tutte le sue forze per far decollare di nuovo il suo business. Deve fare quello che sicuramente una piccola attività non ha mai fatto fin&#8217;ora per mancanza di competenze, di tempo, di voglia, di “tanto non ne ho bisogno perché i clienti arrivano da soli”.</p>



<p>Riprogrammare l&#8217;azienda, rispettando i 5 punti chiave che la stragrande maggioranza delle imprese italiane sottovaluta:</p>



<ol class="wp-block-list"><li><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Bilancio e numeri del business KPI;</span></li><li><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Brand positioning o posizionamento di marca;</span></li><li><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Marketing;</span></li><li><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Vendita;</span></li><li><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Copywriting.</span></li></ol>



<p>Per evitare di tagliare il personale o di andare in affanno per mancanza di flusso per pagare i fornitori e le tasse, va cambiato prima di tutto il mindset, l&#8217;atteggiamento mentale necessario al cambiamento, perché chi farà ”come ha sempre fatto” ha scritto il proprio nome tra le prossime vittime del Covid.</p>



<p>E&#8217; necessario conoscere nel dettaglio i numeri: spese, entrate e margini, molti negozianti credono di conoscerli, ma l&#8217;abitudine a fine serata di “prendere” un po&#8217; di spiccioli” dalla cassa è il primo grande errore.</p>



<p>E&#8217; necessario differenziarsi nella proprio categoria di mercato, avere un posizionamento valido, facendo regolarmente e correttamente azioni e strategie di marketing.</p>



<p>E&#8217; necessario avere una struttura organizzata, procedurizzata, anche se si tratta di una piccola attività. Non si può ipotizzare di guadagnare grosse somme di denaro senza avere la percezione della merce in entrata ed in uscita (non avete idea quanti negozi sono ancora senza “gestionale di magazzino”).</p>



<p>E poi avere le idee chiare, sapere parlare del proprio business, saperlo proporre, verbalmente, testualmente ma soprattutto on-line.</p>



<p>E tu riuscirai a sopravvivere e a rilanciare la tua attività?</p>



<p>Occorre stare al passo, pensaci, ma non troppo, questa sicuramente è una buona opportunità per lanciare e rilanciare i tuoi affari in modo attuale al passo con i tempi che cambiano velocemente. Decidi adesso, decidi per il tuo futuro!</p>



<p>Tra le cose che sicuramente puoi, anzi, devi fare è metterti on line! Passa all&#8217;azione, apri il tuo e-commerce, metti la tua merce o i tuoi servizi nel tuo shop aperto 24 ore al giorno 365 giorni all&#8217;anno, ed inizia la tua seconda vita, passa a <strong>SHOPPING FLASH</strong> </p>



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		<title>Come affrontare un momento di crisi</title>
		<link>https://shoppingflash.it/cosa-fare-in-caso-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2020 22:15:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare in caso di crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[formazione continua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come può un ristoratore affrontare il calo di lavoro dovuto a questo momento di crisi generale? Argomento di comune interesse è come affrontare questo momento di crisi, e mai come in questi giorni stiamo ricevendo richieste di consulenze specializzate per avere consigli su come fare. Shopping Flash è un gestionale evoluto per l&#8217;e-commerce, e dispensare</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em><strong>Come può un ristoratore affrontare il calo di lavoro dovuto a questo momento di crisi generale?</strong></em></p>



<p>Argomento di comune interesse è come affrontare questo momento di crisi, e mai come in questi giorni stiamo ricevendo richieste di consulenze specializzate per avere consigli su come fare.</p>



<p>Shopping Flash è un gestionale evoluto per l&#8217;e-commerce, e dispensare consigli non è il nostro business tuttavia la nostra esperienza ed i continuo confronto con i ristoratori ci ha consentito di individuare delle linee giuda universali, utili a ristoratori e non, che se seguite sicuramente male non fanno, anzi sono la fonte di un corretto mind set imprenditoriale:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>IL POTERE DELLE DECISIONI </strong>– Il processo decisionale avviene in ogni momento, anche se non ce ne accorgiamo avviene sempre: destra o sinistra, carne o pesce, mare o montagna? Banalmente ci sono decisioni che non impattano sulla vita, ma ce ne sono altre più importanti che possono determinare o meno dei cambiamenti sostanziali. E nei periodi di maggiore incertezza, quando servirebbe essere più decisi, può capitare di essere immobilizzati dalla paura di sbagliare e di non prendere di conseguenza la decisione giusta. E&#8217; necessario fare appello ad ogni risorsa interna per affrontare con coraggio e determinazione le decisioni più difficili nei momenti di crisi. Porsi degli obiettivi chiari e definiti aiuta fare scelte le coraggiose che fanno sentire vivi. Non gettarsi allo sbaraglio, ma neanche giocare in protezione, meglio vivere lottando che sopravvivere per una vita intera.</li><li><strong>TUTTO CIO&#8217; DI CUI HAI BISOGNO E&#8217; GIA&#8217; DENTRO DI TE </strong>– La massa crede che la responsabilità dei fatti sia all&#8217;esterno dalla propria area di influenza. Io ho fatto, io ho detto, io credo &#8230; la colpa è del mercato&#8230;del virus, della crisi. E&#8217; più facile non assumersi la responsabilità dei propri risultati dando ad altri la colpa piuttosto che cercare di capire su cosa operare in modo proficuo. La verità è che concentrarsi su ciò che si può direttamente influenzare è la cosa saggia da fare. Non si può influenzare il mercato, gestire una crisi o semplicemente impedire che arrivi un virus. Concentrarsi su eventi esterni è uno spreco di energia, il rischio, quasi una certezza, è il rimanere paralizzati in attesa di eventi che mai arriveranno.</li><li><strong>L&#8217;IMPORTANZA DELLE PERSONE </strong>– Un leader lo si riconosce dalla squadra, dalla sua credibilità, dalla sua autorevolezza. Riunire la squadra, far capire ogni singolo ruolo strategico, quanto la stima e l&#8217;affetto possa andare oltre i meri interessi aziendali, comunicare nel giusto modo la determinazione a proseguire verso gli obiettivi anche in condizioni avverse. Il lavoro può essere un gioco di squadra. E programmare insieme le prossime azioni è già di per se la prima strategia per ottenere un risultato. Per creare un rapporto solido e duraturo con la squadra è anche superare le difficoltà. Più coesi, più forti.</li><li><strong>IL CONTROLLO DEI NUMERI </strong>– Il controllo dei numeri è fondamentale sempre, figuriamoci nei momenti di crisi. E&#8217; quindi importante sapere tutto dell&#8217;azienda, prendere il controllo dell&#8217;aspetto amministrativo e finanziari dell&#8217;azienda, smettere di delegare tutto al commercialista con la scusa di non essere tagliato per queste cose. Una volta preso il controllo, vedere l&#8217;autonomia dell&#8217;azienda, gestire le energie in funzione delle previsioni del mercato. Controllare i numeri significa ridurre al minimo le possibilità di errore.</li><li><strong>COMUNICARE SEMPRE </strong>– Il virus ha destabilizzato le abitudini e molte persone non sanno come comportarsi, ma non tutti si fanno prendere dal panico, ci sono un sacco di persone che vogliono condurre una vita normale. Se la tua attività è aperta utilizza ogni mezzo possibile per comunicare a tutti i clienti che i tuoi servizi sono attivi.</li><li><strong>FORMAZIONE CONTINUA</strong>– mai come in questo momento la formazione è fondamentale, mai in questo momento è importante informarsi, studiare e crescere. Fare come si è studiato magari 20 anni fa, o affidarsi “solo” alla propria esperienza, oggi non è più accettabile. Il covid ha reso più tempo alle persone e qualcuno l&#8217;ha intelligentemente usato per formarti e pianificare azioni e strategie. Formarsi oggi significa farsi trovare pronto quando serve, applicare subito, adesso, quando tutto sarà solo un ricordo lontano sarà troppo tardi per fare qualcosa.</li><li><strong>LEADERSHIP </strong>– Avere il controllo della situazione è fondamentale, ed avere leadership serve a guidare la squadra che ha appunto un punto di riferimento nel leader. Farsi vedere senza incertezze, senza timore, con la soluzione pronta è il segnale positivo che la squadra si aspetta. Stare vicino alla squadra, trascorrere il tempo insieme, aiuta a consolidare il legame necessario.</li><li><strong>PERDONARE </strong>– Capita di arrabbiarsi e perdere la pazienza, è umano. Ma coltivare a lungo rancori e rabbia con le persone con cui ci si arrabbia o si litiga non serve, non aiuterà né loro né te. Come dice la frase erroneamente attribuita a Buddha “Provare rabbia è come bere un bicchiere di veleno aspettandosi che sia il tuo nemico a morire”.</li><li><strong>OPPORTUNITÀ </strong>– Dietro alle difficoltà si nascondono sempre delle opportunità. Il risultato è definito da come si decide di affrontare le crisi e gli insuccessi. Puoi rimanere immobile e piangerti addosso, o cercare la strada per trasformare il momento in opportunità. Un vecchio proverbio cita “il bisogno aguzza l&#8217;ingegno”. Devi solo decidere di cogliere questa opportunità al volo.</li></ul>



<p></p>



<p>Una delle cose sicuramente da fare è cercare nuove soluzioni a nuovi problemi, avventurarsi in campi in cui non siamo mai stati. Hai mai pensato a mettere la tua azienda on line? </p>



<p>Forse si, forse no. Liberati dalle tue credenze ad affidati allo strumento giusto. Entra on line con il tuo negozio grazie a  <strong>Shopping Flash</strong>.</p>



<p></p>
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		<title>Grazie allo shop on-line si muovono le montagne.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2020 07:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare in caso di crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Panico! Questo è lo stato in cui finiscono le aziende quando, per motivi interni o esterni, non riescono a vendere i propri prodotti e/o servizi Un profondo stato di crisi in cui l&#8217;azienda entra, genera un clima di incertezza di indecisione che blocca tutte le iniziative. Qualunque imprenditore, libero professionista o esercente che in questo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Panico! </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Questo è lo stato in cui finiscono le aziende quando, per motivi interni o esterni, non riescono a vendere i propri prodotti e/o servizi</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Un profondo stato di crisi in cui l&#8217;azienda entra, genera un clima di incertezza di indecisione che blocca tutte le iniziative.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Qualunque imprenditore, libero professionista o esercente che in questo momento legga queste righe potrà condividere senza esitazione il dramma che sta vivendo l’intero tessuto imprenditoriale italiano in questo momento.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Confrontandoci con il resto del mondo si ha la sensazione che l&#8217;Italia fuori pericolo Covid-19, il loockdown per molti sembra sia ormai finito, ma il ritorno allo shopping e al consumo procede molto a rilento. E&#8217; una informazione visiva che indice a false speranze perché effettivamente c’è molta più gente in strada e le attività hanno ripreso a lavorare quasi a pieno regime, ma entrate e incassi non sono gli stessi dello scorso anno.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le persone hanno voglia di uscire, e qualcuno in giro effettivamente c&#8217;è, ma per ricominciare a spendere è necessario mettersi alle spalle questo forte clima di incertezza, di paura del virus e dal timore di una nuova ondata di contagio, che sono le cause principali di questa frenata agli acquisti.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">A conferma di questa affermazione c’è l’Osservatorio Mensile Findomestic di luglio, realizzato dalla società di credito al consumo del gruppo BNP Paribas che rileva un forte rallentamento dei consumi.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Gli italiani in preda all&#8217;ansia, prima di fare nuovi acquisti ci pensano più di due volte, ma nel contempo, dovendo sfogare la compulsività dello shopping, hanno scoperto l&#8217;acquisto on line che ha subito una impennata mai registrata in precedenza.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Gli imprenditori, gli esercenti e i liberi professionisti momento sono bloccati e non riescono ad acquisire nuovi clienti, e devono fare qualcosa che non hanno fatto: passare on line.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il 2020 non è ancora chiuso, ma nel 2019 il valore degli acquisti online ha toccato, secondo i dati dell&#8217;Osservatorio eCommerce B2c, i 31,6 miliardi di euro con un incremento del 15% rispetto al 2018. Tra i settori in maggiore crescita: Beauty (+27%), Arredamento &amp; Home Living (+30%), Food&amp;Grocery (+42%).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">In questi mesi, con l&#8217;intento di agevolare il mercato web, tante software house si sono dedicate a sviluppare mini-sistemi di ordini on-line specificatamente per la ristorazione consentendo alle persone di poter accedere ugualmente ai ristoranti con gestionali per il delivery ed il take away. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Noi abbiamo creato <strong>SHOPPING FLASH,</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> un gestionale e-commerce completo ad un prezzo realmente low cost, alla portata di tutte le imprese, sia food che non food, e si è subito evidenziato tra le proposte on line perché è in grado di moltiplicare le opportunità di contatto tra azienda e cliente.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1703" src="https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2020-06-25-at-20.28.12-1-281x300.jpeg" alt="" width="281" height="300" srcset="https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2020-06-25-at-20.28.12-1-281x300.jpeg 281w, https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2020-06-25-at-20.28.12-1-960x1024.jpeg 960w, https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2020-06-25-at-20.28.12-1-768x819.jpeg 768w, https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2020-06-25-at-20.28.12-1-1440x1536.jpeg 1440w, https://shoppingflash.it/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2020-06-25-at-20.28.12-1.jpeg 1500w" sizes="(max-width: 281px) 100vw, 281px" /><strong>SHOPPING FLASH</strong> è un gestionale per le vendite on line molto potente, con caratteristiche tali da attirare persone che sono realmente interessate al tuo prodotto e/o servizio e che farebbero di tutto per acquistarlo.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Contestualmente sono state sviluppate strategie di marketing a risposta diretta, per ogni singolo settore merceologico, per consentire ai clienti <strong>SHOPPING FLASH</strong> di aumentare le vendite dei prodotti senza bruciare a casaccio soldi in campagne sui social media.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">In questo momento la scelta migliore che un imprenditore possa fare è quella di mettere il proprio negozio on line, iniziare a promuovere i propri prodotti o servizi, ed essere pronto adesso a qualsiasi cosa possa succedere nel mercato.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Se il cliente non va alla montagna, la montagna andrà dal cliente.</span></span></span></p>
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		<title>Se il tuo business dipende da te, non hai un business, hai un lavoro!</title>
		<link>https://shoppingflash.it/se-il-tuo-business-dipende-da-te-non-hai-un-business-hai-un-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Barsotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 07:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare in caso di crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[New Idea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Michael E. Gerber è un autore americano e fondatore di Michael E. Gerber Companies, una società di formazione delle competenze aziendali, Ha scritto svariati testi rivolgendosi a chi fa impresa, soprattutto ai piccoli imprenditori, quindi in Italia quasi tutti dovrebbero leggerlo. Usa la storia come metodo per introdurre i concetti fondamentali e alla base di</p>
<p>L'articolo <a href="https://shoppingflash.it/se-il-tuo-business-dipende-da-te-non-hai-un-business-hai-un-lavoro/">Se il tuo business dipende da te, non hai un business, hai un lavoro!</a> proviene da <a href="https://shoppingflash.it">ShoppingFlash</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Michael E. Gerber è un autore americano e fondatore di Michael E. Gerber Companies, una società di formazione delle competenze aziendali, Ha scritto svariati testi rivolgendosi a chi fa impresa, soprattutto ai piccoli imprenditori, quindi in Italia quasi tutti dovrebbero leggerlo.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Usa la storia come metodo per introdurre i concetti fondamentali e alla base di tutto c&#8217;e&#8217; il consiglio, vero, profondo, utilissimo di iniziare la propria attività con un piano ben chiaro in testa, farsi i conti bene, e per bene intendo bene e partire da subito con l&#8217;idea che nel lungo periodo bisogna arrivare a una standardizzazione del servizio, tirarsi fuori dall&#8217;equazione<strong> tempo=denaro</strong> e iniziare la costruzione di un qualcosa che alimentando se stesso possa essere la base di una rendita passiva (ad esempio brand in franchising).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Non significa rifondare Mc Donald, ma evitare di rompersi la schiena tutti i giorni per cinquant&#8217;anni cercando di sfondare il muro della propria produttività fisica con la testa.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nello specifico ha scritto:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">«Se vuoi lavorare in un business, trova un lavoro nel business di qualcun altro! </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ma non nel tuo perché mentre tu stai facendo il lavoro “da tecnico” in cui sei bravo, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">c’è qualcosa di più importante da fare…</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">il lavoro strategico, il lavoro dell’imprenditore, quello che ti darà la vita che ancora non hai conosciuto…</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Se il tuo business dipende da te, non hai un business, hai un lavoro. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ed è il peggior lavoro del mondo!».</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La visione che molti imprenditori hanno di se è contorta, non vedono sé stessi come tali, ma piuttosto si vedono come “tecnici” appartenenti a un certo settore o a una certa professione o come i titolari di un particolare tipo di azienda.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il problema è che “l&#8217;imprenditore tecnico” crede, si illude, che sia la sua competenza a far prosperare la sua azienda, ma la realtà, dominata dalla complessità dell&#8217;amministrazione, della fiscalità, dei numeri, è ben altra. L&#8217;imprenditore tecnico è un dipendente di se stesso.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Come in molte altre aree della vita anche nell&#8217;ambito imprenditoriale, per “svoltare” serve il cambio di mentalità radicale, il cambio di paradigma, di pensiero. Smettere di lavorare con la mentalità del “qui ora” per non rimanere intrappolati nella ruota del criceto.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Per semplificare il proprio business è necessario dedicare tempo a lavorarci sopra e non dentro.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Cioè ampliare le proprie competenze da esperto del tuo prodotto/servizio a, soprattutto, imprenditore che organizza, sistematizza, automatizza, elimina e semplifica le attività.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ad esempio, un venditore diventato imprenditore, anziché vedersi ancora come venditore, deve pensare a sé stesso come un imprenditore con una specializzazione in vendita.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il ristoratore, la cui professionalità nasce dalla cucina, dal momento che decide di essere un imprenditore, deve smettere di indossare i panni del cuoco, del cameriere, del cassiere. Troppe volte, specialmente nella ristorazione, ho visto il titolare, l&#8217;imprenditore, a battere cassa con il segno del $ negli occhi tipo Paperon Dè Paperoni.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Facendo questo cambio di paradigma l&#8217;imprenditore aumenta immediatamente la sua capacità di risposta e adattabilità, iniziando a cercare nuove strategie per sistematizzare e semplificare il proprio business.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il primo passo da fare verso la direzione giusta è allargare il proprio parco clienti, e per farlo è necessario uscire fuori dai confini territoriali in cui si è abituati a muoversi ed affrontare il mercato on line. Per farlo nel giusto modo oltre al cambio di mentalità occorre anche lo strumento più idoneo per mettere l&#8217;azienda sul mercato.</span></span></span></p>
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